Gioco
Aria pesante tra gli orange, tifosi contro la società «Una profonda amarezza»
PISTOIA
Si continua a respirare aria pesante intorno alla Pistoiese. I tifosi arancioni, infatti, stanno continuando a manifestare il proprio dissenso dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative.
E se nei giorni scorsi sono stati i vari gruppi della curva Nord a farsi sentire, attraverso diversi striscioni che mettevano nel mirino l’operato della società (“Tante promesse non mantenute, emozioni mai avute: ora basta” e “Centenario calvario: Ferrari andatevene” i più significativi), ieri è stata la volta dei Cuori Arancioni, ovvero i supporter dell’Olandesina più moderati, che hanno voluto esprimere «la propria profonda amarezza» attraverso un comunicato. «Per l’ennesima stagione la rosa è stata smantellata quasi completamente rispetto al precedente campionato, con cambio di tecnico e della maggior parte dei giocatori - si legge nella nota del gruppo -, inoltre la squadra è stata costruita tardi, fatto questo che ha contribuito in maniera sostanziale a conseguire risultati insoddisfacenti, deludenti ed inferiori alle aspettative in queste prime otto giornate di campionato».
Anche i Cuori Arancioni se la prendono con la dirigenza, facendo scudo alla truppa di Frustalupi. «Non vorremmo mai che purtroppo venisse individuato il capro espiatorio in Frustalupi - scrivono -, sarebbe l’ennesima volta, considerando che sulla panchina si sono succeduti nove allenatori in sei stagioni sportive dal ritorno nei professionisti. Vorremmo piuttosto sapere come la società intenda porre rimedio a questa spiacevole ma cronica situazione - concludono i Cuori Arancioni - a maggior ragione in un anno importante come quello del centenario».
La Pistoiese, dopo il derby, andrà in trasferta mercoledì prossimo a Vercelli per sfidare il Pro ed infine disputerà un nuovo turno casalingo con l’Olbia. Un trittico da cui passerà molto del futuro arancione, considerando che la squadra viene da tre sconfitte consecutive e che la classifica, con appena 6 punti in cascina nelle prime otto giornate, non promette nulla di buono. —
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