Gioco
La presidentessa Coia «Capisco la situazione ma rischiamo di chiudere»
san miniato
Lo stop dei campionati dilettantistici è arrivato alla vigilia del big match con il Poggibonsi e dell’esordio al Leporaia” per il nuovo mister neroverde Andrea Cipolli, subentrato a Maurizio Ridolfi e reduce dal debutto con tris corsaro sul campo del Castelfiorentino.
«La tempistica è stata decisamente poco gradita. Io ho paura del Covid e ho rispetto per l’emergenza, ma si è parlato per mesi di una seconda ondata. Abbiamo affrontato delle spese per struttura, ingaggi, tesseramenti ed iscrizione, abbiamo rispettato i protocolli, ci hanno fatto partire e ci fermiamo dopo due gare? Ci siamo adeguati e abbiamo fatto degli sforzi per ripartire, vogliamo anche essere tutelati», spiega la presidentessa del Tuttocuoio Paola Coia. «La situazione è grave e c’è preoccupazione. Non abbiamo gli introiti della biglietteria, gli sponsor stanno patendo. Mi dispiace anche per i calciatori perché per molti di loro è il primo lavoro. C’è poco rispetto nei confronti di chi porta avanti lo sport. Tra serie D ed Eccellenza c’è una differenza relativa: spero che venga trovato un modo per portare avanti il campionato. Sono in contatto anche con gli altri presidenti e spero ci ascoltino: in questo momento è importante unire le forze e una soluzione va trovata, devono farci giocare, anche a porte chiuse e facendo tamponi ogni settimana. Ho effettuato lavori sulla struttura e fatto degli investimenti anche sul mercato, prendendo giocatori di rilievo, ad esempio un attaccante del calibro di Fanucchi. Il Tuttocuoio tra giocatori e staff ha 36 dipendenti che sarò costretta a mandare a casa. Il governo ha preso una linea senza rendersi conto delle conseguenze di ciò che stava facendo. Va bene il rischio d’impresa, va bene cadere e rialzarsi, ma noi così si chiude. Spero si trovi una soluzione». —
Alessandro Marone
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