Il Tirreno

Pontedera

la polemica 

Lo stop ai campionati regionali fa infuriare calciatori e società

A.M.

3 MINUTI DI LETTURA





pontedera

Da domenica è scattato lo stop per i campionati dilettantistici e giovanili regionali. L’ordinanza firmata sabato dal presidente della Regione Eugenio Giani indicava una sospensione fino al 14 novembre; il giorno successivo il Dpcm del presidente del Consiglio Conte ha sancito lo stop fino al 24 novembre. Sono migliaia i calciatori di Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda categoria che non sono scesi in campo domenica: circa cinquanta le società pisane.

Lo stop, arrivato a poco più di 24 ore dall’inizio della terza giornata di campionato, ha scatenato le reazioni dei diretti interessati, che non ci stanno e vogliono unire le forze e far sentire le loro voci. Alcuni giocatori delle squadre di Eccellenza si sono attivati e hanno dato vita a un gruppo WhatsApp che, col passare delle ore, conta sempre più adesioni, anche da parte di tesserati di altre categorie. È stato emanato anche un comunicato, che si sta diffondendo sui social. “Esiste un calcio che può e un calcio che non può! Apprendere nella giornata di domenica 25 ottobre di un nuovo stop per le competizioni calcistiche regionali e provinciali, indetto con un’ordinanza del presidente del consiglio, per noi tesserati è stato un duro colpo, questa volta troppo grande da digerire per rimanere con la bocca chiusa. Il nostro movimento, spesso dimenticato, è formato non solo da ragazzi e uomini amanti di questo sport, ma anche da famiglie intere, appassionati e addetti ai lavori che hanno elargito risorse economiche consapevoli delle difficoltà, i quali tutti, rappresentano il vero cuore pulsante del calcio italiano, quello fatto di sacrifici, campi sterrati e palloni sgonfi. Oggi diciamo basta! Se l’organizzazione sportiva prevede la divisione per categorie, la stessa non può essere applicata a un’emergenza sanitaria alla quale tutti si sono adeguati in questi mesi attenendosi rigorosamente ai protocolli. Noi, consapevoli dei sacrifici che abbiamo affrontato e che dovremo affrontare ancora in questo periodo, chiediamo solo una cosa: continuare a giocare! o tutti o nessuno!”.

«Magari tanta gente non la pensa così, ma questo per noi è un lavoro. Non abbiamo tutela economica, eppure molte persone vivono grazie al calcio – esordisce il capitano del Cascina, Alessio Fatticcioni –. Ci fermiamo di nuovo dopo aver ripreso da neanche due mesi e questo è un duro colpo anche per le società che già sono in difficoltà. Chiediamo di continuare a giocare, trovando una soluzione e nel rispetto delle regole. Nei prossimi giorni organizzeremo una manifestazione». Simili le parole del capitano del Ponsacco, Aleksander Lici: «È una presa in giro, così non si può andare avanti. Molti di noi vivono grazie al calcio, pochi hanno un altro lavoro. Cercheremo di far sentire la nostra voce. Per le società lo stop è una mazzata, tante rischiano di sparire. Oltretutto anche stando fermi un mese poi è difficile riprendere subito. La serie D va avanti, noi no: perché? Non c’è tutta questa differenza. La nostra volontà è quella di continuare a giocare; anzi, a lavorare».

A.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web