La protesta
Dai club della provincia un vero grido d’allarme «Decisione avventata»
Interessate 50 società pisane dall’Eccellenza alla Seconda Appello per una manifestazione oggi al “Franchi”
PISA
Stop per i campionati dilettantistici e giovanili in Toscana (almeno) fino al 14 novembre. Come riferiamo nelle pagine dello Sport nazionale, dopo i campionati provinciali e l’attività di base, da oggi - annuncia il presidente della Regione Toscana Giani - si fermano anche Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria e le categorie regionali giovanili (Juniores, Allievi, Allievi B e Giovanissimi). Lo stop è scattato dalla mezzanotte: ieri sono andate in scena alcune gare dei campionati giovanili. Lo stop al momento è di tre settimane; difficile fare previsioni sulla ripresa dei campionati, vista la situazione di emergenza. Una mazzata per le società dilettantistiche, messe in ginocchio dai minori introiti derivanti dalla presenza del pubblico sugli spalti in occasione delle gare nel fine settimana (biglietteria, bar…) .
Migliaia i ragazzi e i calciatori dilettanti che non scenderanno in campo nel weekend. Circa 50 le società pisane, dall’Eccellenza alla Seconda categoria. Solo in Eccellenza abbiamo ben sette squadre divise in due gironi.
Sale il grido di allarme delle società. «Difficile parlare. L’emergenza sanitaria è davanti a tutto, ma forse la situazione poteva essere gestita diversamente», dice il ds del Cascina Luca Scaramuzzino, che abbiamo contattato a pochi minuti dal fischio d’inizio del match della Juniores Regionale Élite sul campo della Larcianese (l’ultimo prima dello stop). «Fermare tutto così, a poche ore dal fine settimana di gare. Oltretutto si interrompono solo le partite, ma non gli allenamenti, quindi si scaricano i problemi sulle società. È difficile pensare che tra alcune settimane si possa tornare a giocare tranquillamente e non è pensabile fermarci all’infinito. Abbiamo fatto sacrifici per ripartire, siamo andati avanti un mese e mezzo e ora ci rifermiamo senza prospettive. Si naviga a vista. Un conto era marzo, un conto è ora: forse si potevano prevedere alcune cose e attuare un protocollo più sostenibile. Non c’è chiarezza, ma il problema non può ricadere sulle società, altrimenti oltre al danno arriva anche la beffa».
Traspare preoccupazione anche dalle parole del dirigente del Ponsacco Massimo Donati. «Una decisione avventata, che ha poco senso in questo momento e arriva nella tarda mattinata di sabato. Le società sono in difficoltà e la situazione peggiora. Sarebbe bastato mettere una regola sui tamponi, disputare gare a porte chiuse e cercare di mandare avanti l’attività. Alla lunga così si chiude. I ragazzi, oltre ad allenarsi, devono anche riscuotere i rimborsi. Ma senza sponsor e con gli stadi chiusi è difficile andare avanti. I settori giovanili sono bloccati e vengono a mancare anche le quote d’iscrizione, ma ci sono scadenze da saldare. Un’altra tegola che va ad aggiungersi ad un periodo a dir poco complicato: è impossibile andare avanti in queste condizioni, abbiamo bisogno d’aiuto».
Il Ponsacco a quanto pare ha aderito a un appello che ha iniziato a circolare ieri pomeriggio, firmato Movimento calcio dilettantistico toscano squadre di eccellenza unite: «Ci stiamo mobilitando con tutte le società di eccellenza dirigenti e squadra massicci ognuno con la propria divisa di appartenenza. In relazione alla decisione del presidente della regione Giani, ovvero quella di bloccare per un mese tutte le competizioni sportive a livello regionale, abbiamo creato questo gruppo per far sentire la nostra voce e protestare contro questa decisione!
È inammissibile che sempre i soliti siano penalizzati, i più deboli, ora basta! La manifestazione è in programma per domani (oggi per chi legge, nda) ore 16, davanti allo stadio Artemio Franchi di Firenze, ognuno con la propria divisa di rappresentanza! Solo uniti ne possiamo uscire! È fondamentale la presenza di tutti,ne va del nostro futuro!Domani giochiamo la partita più importante!». —
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