Sicurezza
L’allarme dei club «Senza gare e incassi come faremo?»
cascina
Senza partite le squadre di calcio dilettanti si spengono come candele al vento. «Abbiamo già pagato di tutto e di più e senza quei cinque euro delle partite non sappiamo quanto resisteremo. E non c’è nessuna solidarietà, neppure a parole, tra i big del calcio». C’è tanta amarezza ed impotenza nelle parole dei responsabili e tecnici della Freccia Azzurra, dell’Atletico Cascina e del Porta a Lucca. Il Dpcm che riduce il calcio, lo sport collettivo per eccellenza a sport individuale, è una mannaia economica ed emotiva. «Niente partite, e niente partitelle a fine allenamento. Solo corsa, tecnica individuale, tiri in porta, palleggi», dice Sandro Castagna dell’Atletico Cascina.
La Freccia Azzurra è squadra di riferimento del centro storico con oltre 230 tesserati, dieci squadre di terza categoria, 30 persone per lo staff tecnico e 40 tra accompagnatori e dirigenti. Massimiliano Romano della Freccia aggiunge: «Abbiamo fatto diverse riunioni con lo staff tecnico e siamo in difficoltà perché abbiamo un solo campo ed i giocatori sono tanti ma riprendiamo gli allenamenti col rispetto delle nuove regole e nel divertimento dei bambini».
Il Gs Porta a Lucca non ha potuto neppure festeggiare i 30 anni di vita a causa del Covid ma non demorde e non arretra: «Siamo cinque dirigenti che non prendono un euro – dice Marco Vanni –. Avevamo i nostri figli che si allenavano qui. Facciamo praticamente del volontariato sociale ma alleniamo ed alleneremo centinaia di bambini per farli divertire».
Ora però, accanto alle difficoltà di organizzare “allenamenti individuali”, subentrano quelle economiche. «Paghiamo cartellini, iscrizioni, assicurazioni e lo facciamo a cadenza annuale. Oltre a pagare le utenze, c’è rinnovare tutto per ripartire coi campionati o con le partite. Ora ci tolgono anche i cinque euro di ingresso per i familiari dei giocatori», dice Romano.
L’Atletico Cascina partecipa al campionato regionale e quindi può disputare le partite. «E cosa ci facciamo con una partita giocata ogni due settimane per quaranta spettatori? – chiede ironicamente Castagna –. Abbiamo 180 ragazzi, 21 tecnici e tre custodi. Dobbiamo tenere in piedi una struttura intera per una partita ogni due settimane? Così non si regge, così non regge nessuno».
L’Atletico Cascina e la Freccia Azzurra hanno squadre in campionati provinciali ma per il Dpcm ultimo non possono disputare partite; un ulteriore colpo alle casse esangui delle società. Interviene Vanni: «Noi dirigenti non prendiamo un euro e diamo ai nostri allenatori un piccolo, quasi simbolico rimborso per le spese di carburante. Siamo di fatto dei volontari. Tutto ciò che incassavamo dai biglietti andava alla società, e se c’erano un po’ di soldi in più si faceva una pizzata tutti insieme. La biglietteria era il nostro polmone. I nonni erano ben felici di pagare cinque euro per vedere il nipote. Quanto reggeremo se nessuno ci aiuta?».
L’appello va al sindaco Michele Conti perché almeno cinque squadre pagano la concessione del campo al Comune e migliaia di piccoli giocatori vengono formati ed “intrattenuti” da volontari che tirano fuori soldi - di tasca loro - per fare corsi, avere brevetti, tesseramenti. —
Carlo Venturini
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