Gioco
Andrea Cipolli il globetrotter sulla panchina del Tuttocuoio «Un fulmine a ciel sereno»
san miniato
Chi ha qualche capello bianco in testa, Andrea Cipolli se lo ricorda scorrazzare sulla fascia sinistra con la maglia del Ponsacco negli anni ’90, protagonista di duelli rusticani nei sentiti derby contro il Pontedera che si disputavano nella serie C2 di quel tempo. Autentico globetrotter della provincia di Pisa e dintorni, avendo allenato lo stesso Ponsacco, Cenaia, Fucecchio e Cuoiopelli. Adesso è il nuovo tecnico del Tuttocuoio, la presidentessa Paola Coia ha scelto lui per sostituire Maurizio Ridolfi.
Mister, com’è nata la trattativa per il passaggio in neroverde?
«Si è trattato di un fulmine a ciel sereno, con la presidentessa Coia ci eravamo sentiti tramite amicizie comuni in estate ma non era stato un vero e proprio contatto. Accade difficilmente che ci sia un cambio alla prima giornata, mi sono proposto come accade sicuramente per altri nella mia situazione. Ci siamo sentiti, mi hanno convinto i programmi e la volontà del club».
Lei ha girato molte società del comprensorio, esiste un motivo particolare?
«Si tratta di situazioni che si verificano, con il passare degli anni tendono ad appiattirsi. Le esperienze vissute finora sono state molto positive, a Fucecchio anche se sono stato soltanto una stagione ho un buon ricordo perché abbiamo ottenuto la promozione. A Ponsacco ho allenato il primo anno, anche se il patentino ce l’aveva Tognarelli, ma di fatto ero io l’allenatore. Anche Cenaia è stata una parentesi positiva, ma sicuramente la più importante è stata con la Cuoiopelli, ricordo la vittoria della Coppa Toscana e lo spareggio di Castelfiorentino, quella per me è una seconda casa. Purtroppo lo scorso anno è stato molto negativo, sono stato esonerato alla prima giornata, poi sono tornato e addirittura il campionato è stato interrotto per il coronavirus. Purtroppo di Covid è poi morto il presidente».
Ha iniziato nelle giovanili del Pisa, molti si ricordano i derby giocati con la maglia del Ponsacco contro il Pontedera...
«Eravamo ai tempi di Romeo Anconetani, in quella Primavera sono usciti tanti giocatori che hanno fatto una carriera importante. La mia è stata onesta da calciatore di serie C. I tempi dei derby con il Pontedera li ricordo con affetto, una rivalità forte ma sana, ricordo anche qualche episodio eccessivo, ma faceva parte del gioco. Erano campionati di livello superiore rispetto a quello odierno, adesso è tutto diverso».
Adesso al Tuttocuoio che campionato si attende? Quanto il coronavirus può condizionare la stagione?
«È una stagione molto strana, il primo pensiero giustamente sono le precauzioni, quanti positivi ci sono e se fra questi ci sono giocatori. Poi successivamente si pensa alla partita, non si ha concentrazione come avveniva solitamente. È un campionato molto corto, io ho poco tempo ma cercherò di dare la mia impronta alla squadra attraverso le mie idee». —
Stefano Scarpetti
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