La protesta
Simone Romoli, stagione calcistica numero 33
Portiere del Santa Maria a Monte, classe 1981, si ispira a Buffon e Toldo. Ha un record personale di imbattibilità di 570 minuti
santa maria a monte
Questa stagione sportiva lo porterà a festeggiare 40 anni. Una leggenda come Dino Zoff a quell’età alzò la Coppa del Mondo nello storico Mundial 1982. Simone Romoli, stesso ruolo e voglia matta di continuare a tuffarsi tra i pali delle squadre pisane di seconda e terza categoria, insegue vittorie di campionati e record di imbattibilità. Romoli, portiere classe 1981, si sente ancora quel ragazzino che vent’anni fa, concluso il percorso nel settore giovanile, iniziò come secondo portiere nel Montecalvoli in Eccellenza. Per poi fare diversi passi indietro in un calcio dove l’amicizia ed il rapporto fuori dal campo contano più del risultato finale. «Giovanissimo feci qualche presenza in Eccellenza, poi gli studi universitari e la voglia di essere più vicino a casa, abbinati alla necessità di avere un impegno calcistico meno continuativo, mi hanno fatto iniziare a girare un po’ di squadre. In particolare in Terza Categoria - dice Romoli -. Mi sono sempre trovato bene in questa dimensione. In molti considerano questi i campi più infimi di tutto il calcio, io ci ho trovato tanto divertimento e dei rapporti umani veri. L’amicizia inizia in campo e negli spogliatoi e spesso prosegue anche fuori».
Lo spirito competitivo e la voglia di vincere, però, Romoli (dirigente di Confesercenti) non li ha mai persi. Ispirandosi da piccolissimo a Francesco Toldo. «Ho iniziato a giocare a calcio a 7 anni e il primo a cui ho guardato con ammirazione è stato Toldo. L’apice fu nel 2000, l’incredibile partita in cui trascinò, a suon di parate anche nei calci di rigore, l’Italia in finale dell’Europeo contro i padroni di casa dell’Olanda - racconta Romoli -. Se io sono un pararigori? Sì, ne ho neutralizzati diversi nella mia lunga carriera. Tendo a sfidare gli attaccanti, indico con il dito il lato nel quale penso dovrebbero tirare. Spesso funziona». Per lui, juventino doc, il vero idolo è Gianluigi Buffon. «Mi sono sempre dato come obiettivo della mia carriera di continuare a giocare fino all’età in cui smetterà Buffon. Considerando che lui è tre anni più grande di me, dovesse smettere a fine stagione, avrei altri tre anni di carriera davanti».
Una carriera, quella di Romoli, lunga e ricca di successi nei campi della periferia pisana. Anche grazie ad un fisico in grado di sostenere le sue uscite e i suoi tuffi tra i pali. «In realtà il 30 dicembre dello scorso anno mi sono infortunato in maniera piuttosto grave al tendine di un dito che mi ha richiesto una vera e propria ricostruzione - racconta Romoli -. Ero fermo con un filo di acciaio nel dito, quando ero pronto a tornare in campo l’emergenza Coronavirus mi ha costretto a uno stop ancora più lungo. Praticamente non gioco da dieci mesi, visto che l’ultima volta che sono sceso in campo è stato a novembre 2019».
Il Covid-19 ha cambiato radicalmente le abitudini anche dei calciatori dilettanti, a partire da quel Santa Maria a Monte trascinato alla promozione (anche se a tavolino) dell’anno scorso. «Non abbiamo più un servizio di lavanderia collettiva ed ogni volta che arriviamo al campo c’è un addetto che ci misura la febbre. E ognuno di noi ha la sua borraccia. Una situazione surreale, speriamo di uscirne presto». Romoli spera di non doversi fermare più, anche perché ha un record da battere. Intanto è un campione di promozioni, ne ha ottenute ben 5 dalla Terza alla Seconda categoria: quella dello scorso anno con il Santa Maria a Monte, poi con Bellaria (2017-2018), Porta Nuova (2011-2012) e due con il Tirrenia (2001-2002 e 2006-2007). «Prima dell’infortunio e della pandemia, grazie anche ad una difesa del Santa Maria a Monte super, avevo raggiunto i 450 minuti di imbattibilità. Il mio record personale è di 570 minuti, di una decina di anni fa. Spero di superarlo, sarebbe il regalo perfetto per la mia 33ª stagione calcistica». —
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