Toscana
Lo sprint di Gaviria consola del forfait di Bernal
A Pontedera il colombiano brucia tutti allo sprint dopo l’abbandono del connazionale al Tour. E il ct Cassani annuncia gli azzurri
pontedera
I due voti del pedale colombiano, nel breve volgere di qualche ora nello stesso giorno: al mattino Engal Bernal, re del Tour l’anno scorso abdica dalla Grande Boucle rinunciando al Col della Maddalena; nel primo pomeriggio Fernando Gaviria alza le braccia al cielo sul traguardo di viale De Gasperi a Pontedera, Giro di Toscana.
E quella ragazza che al via aveva esposto la bandiera colombiana con tante firme di corridori connazionali, sembrava stesse vivendo, nel suo sguardo, la delusione del campioncino Oltralpe e la speranza del velocista in Valdera.
Così è stato. Il portacolori della Uae è uscito dal nulla ai 350 metri. Ha lasciato tutti di stucco, e Pasqualon che ha provato per 4-5 metri a rinconcorrerlo ha smesso di farlo, forse per un salto di catena. Dalla Colombia all’Australia per il secondo posto, quello del giovanissimo Robert Stannard della Mitchelton Scott, lontano migliaia di km sul globo terrestre e distante un paio di biciclette sulla fettuccia del traguardo di Pontedera. Quanto basta per far dire a Gaviria che la anonima prova offerta alla Tirreno-Adriatico appena conclusa gli ha fornito la gamba buona per uno sprint così imperioso. Senza neppure l’aiuto di Covi, schierato dal diesse della Uae Emirates Bruno Vicino di pilotarlo. L’altro atteso di giornata per un finale allo sprint, Nacer Bouhanni… non è pervenuto.
Era nelle attese un epilogo del “Toscana” così. Duro, nervoso ma con gli strappi di sicuro troppo lontani dal traguardo. Così il “muro” della Montacchita non ha influito più di tanto, e ancor meno ha fatto la doppia scalata del colle di Peccioli dalla parte della salita “del Gemignani”, vale a dire dalla parte opposta che dovranno percorrerla oggi. Così c’è stato anche spazio per un divertente quanto inatteso “siparietto” linguistico sui cognomi quando in testa, di poche centinaia di metri su plotone, si sono ritrovati Moscon e Mosca. Poi Tiberi, della formazione Nazionale italiana di Marino Amadori In gara anche oggi, mentre quella svizzera, per regolamento non può essere presente) ha rimesso tutto a posto anche se non sono mancati scatti e controscatti nei 15-16 km finali per cercar il colpo di mano.
Intanto, appena messi i piedi a terra al Giro di Toscana, Davide Cassani ha fatto le sue scelte per i mondiali di Imola: Andrea Bagioli, Alberto Bettiol, Damiano Caruso, Sonny Colbrelli, Nicola Conci, Matteo Fabbro, Davide Formolo, Fausto Masnada, Gianluca Brambilla, Giovanni Visconti, Gianni Moscon, Diego Ulissi, Vincenzo Nibali. —
paolo falconi
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