Gioco
Vianni orgoglio di Santa Maria a Monte L’attaccante alla Primavera del Torino
Il giovane (classe 2001) ha lasciato il Napoli che lo aveva acquistato dalla Virtus Entella per 375mila euro
SANTA MARIA A MONTE
Si dice spesso che la storia abbia un andamento ciclico: un susseguirsi di eventi destinati prima o poi a ripetersi.
Chissà cosa avranno pensato i cittadini del piccolo paese di Santa Maria a Monte quando avranno scoperto che Samuele Vianni, loro concittadino classe 2001, ha abbandonato in via definitiva il Napoli per approdare, come fuori quota, alla Primavera del Torino: sicuramente, ai più anziani ed esperti, sarà tornato in mente il ricordo di Romano Fogli, anche lui santamariammontese ed anche lui partito molto giovane per le giovanili granata, una scuola, di calcio prima ancora che di vita, utile per fargli spiccare il volo verso il firmamento pallonaro italiano .
Certo è che fare comparazioni tra le due figure pare del tutto insensato: Fogli era una mezzala dalla grande intelligenza e dai piedi vellutati mentre Vianni si è ormai fatto un nome tra gli osservatori delle Under come attaccante.
A questo va aggiunto che ormai i tempi sono cambiati e, se Fogli una volta arrivato a Torino trovò l’ambiente ideale per formarsi come giocatore, per poi completarsi al Milan, il percorso di Vianni è stato più frastagliato: dalle giovanili del Santa Maria a Monte, dove iniziò la carriera nel ruolo di portiere, infatti il ragazzo prese la strada per la Liguria dove, in poco tempo, riuscì a diventare uno dei fiori all’occhiello della sezione giovanile della Virtus Entella.
La fiducia dei biancoazzurri nei confronti del proprio gioiellino non è mai stata messo in dubbio: a testimonianza ci sono le due presenze collezionate in Serie C e la doppietta segnata contro la Carrarese nella sua unica presenza nella Coppa Italia di Serie C.
Elementi questi ultimi che, oltre alle valanghe di gol segnate nelle selezioni giovanili, convinsero il Napoli a sborsare ben 375mila euro per il suo cartellino.
Voci di addetti ai lavori sussurrano fosse stato indicato alla società da Ancelotti, il quale, fu colpito dal temperamento del giovane attaccante.
Purtroppo però la scorsa stagione non è stata delle più felici: Vianni si è ritrovato in una squadra in perenne lotta per non retrocedere e le sue prestazioni ne hanno risentito. Nell’annata passata infatti, tra campionato Primavera 1, Coppa Italia e Youth League, ha segnato 3 gol in 24 presenze: un dato non incoraggiante ma comprensibile se si pensa che la formazione partenopea, prima del lockdown e della conseguenza chiusura del campionato, stanziava in ultima posizione con 3 vittorie e 4 pareggi in 21 partite giocate. Piccola curiosità: il giovane nativo di Pontedera sembra avere un particolare feeling con la Roma. Le uniche tre reti segnate infatti sono arrivate contro i lupi giallorossi: memorabile la doppietta segnata a fine febbraio in un funambolico 3-3.
Ad ogni modo, se da una parte la stagione di Vianni non sia da ritenersi del tutto positiva, è anche vero che durante il prossimo anno avrà modo di rifarsi: al Torino è arrivato su richiesta esplicita di mister Cottafava, il quale, aveva bisogno di una punta, possibilmente fuori quota, per poter raggiungere gli obbiettivi prefissati.
D’altronde Vianni è un attaccante che tutti gli allenatori vorrebbero: durante l’ultima stagione, prima con Baronio e poi con Angelini, ha migliorato le proprie doti nello sviluppo associativo alla manovra di squadra ripiegando spesso verso il centrocampo per cercare di aprire spazi ai compagni.
In parole povere: il Torino ha in mano un attaccante dalle grandi capacità tecniche e fisiche, altezza poco superiore al metro e 80 ma una muscolatura che gli ha spesso permesso di dominare difensori ben più strutturati di lui, mentre il ragazzo stesso ha l’opportunità per riscattare un anno deludente.
Se a questo aggiungiamo i buoni trascorsi fra l’ultimo santamariammontese a vestire la gloriosoa maglia granata e il Torino stesso non possiamo che coltivare buone speranze. D’altronde, la storia è destinata a ripetersi. Dicono. —
Dario Pellegrini
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