Italia
Pontedera, parla Di Bella «Mai pensato di lasciare»
Con i nuovi arrivi tornerà ad occuparsi del settore giovanile «Abbiamo rose forti per competere in tutti i campionati»
Pontedera
Durante il caos societario di giugno, Simone Di Bella non ha mai pensato di lasciare il Pontedera. L’ex vicepresidente granata, attualmente responsabile del settore giovanile, ha avuto un momento di tentennamento e, perché no, di paura. Di fronte alle dimissioni di Paolo Boschi e di Filippo Tagliagambe, Di Bella si è ritrovato da solo, con il timore di doversi far carico di un peso troppo gravoso per una persona sola. «Non c’è mai stata intenzione di lasciare – spiega – mi sono semplicemente sentito da solo: sono molto legato ai ragazzi del settore giovanile del Pontedera, ma ho avuto paura di non farcela».
LO SFOGO
La passione per i colori granata non è mai venuta meno, ma con l’addio della vecchia società, Di Bella si è visto cascare il mondo addosso. «Mancava un mese alla scadenza per l’iscrizione al campionato e anche altri avevano ipotizzato di lasciare – racconta – con senso di responsabilità e di rispetto per la piazza e la città, ho manifestato l’impossibilità di gestire la società da solo: riconoscere i propri limiti è fondamentale, inutile prendersi in giro». Le dimissioni ventilate poco dopo il Cda, dunque, non ci sarebbero mai state.
«Nessuna verità – puntualizza – alla fine è successo proprio quello che speravo: ho detto che sarei rimasto se ci fossero stati degli ingressi in società, cosa che fortunatamente è successa». Con i nuovi arrivi, Di Bella tornerà ad occuparsi del settore giovanile. «Per me non cambierà niente rispetto al lavoro che svolgevo lo scorso anno – continua – sono cambiati gli interpreti e alcuni soci, ma la missione del Pontedera rimane sempre valorizzare i giovani calciatori».
UN BABY PONTEDERA
Per fare questo, innanzitutto, la società ha deciso di alzare l’asticella: tutte le squadre del settore giovanile partono con l’obiettivo di essere protagoniste. «Abbiamo rose forti per competere in tutti i campionati – dice Di Bella – ovviamente sarà il campo a decidere chi sarà il migliore, ma abbiamo staff tecnici all’avanguardia per giocarcela». Il Pontedera non vuole cedere, ma valorizzare, conclude, «compatibilmente con la cultura della società di un bilancio sano e di una gestione oculata delle risorse». —
Pietro Mattonai
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