Gioco
Matteo Giudici, l’uomo delle finali passa dal Cascina al San Miniato Basso
«Mi ha convinto il progetto della società. Il mister mi ha voluto fortemente, puntano ad un campionato di vertice»
CASCINA
10. Come il numero di maglia e il numero dei gol stagionali (9 in campionato, 1 in Coppa) di Matteo Giudici con la maglia del Cascina nel girone A di Eccellenza. Il prossimo anno Giudici ritroverà i nerazzurri da avversari: è di questi giorni la notizia del passaggio del trequartista mancino classe ’95 al San Miniato Basso. I giallorossi al momento dell’interruzione erano terzi in classifica a quota 44 punti in tandem con il Tau.
«Mi ha convinto il progetto e il mister mi ha voluto fortemente, il San Miniato ha disputato un’ottima stagione e il prossimo anno punterà ad un campionato di vertice», spiega Giudici. «Quando ho affrontato i giallorossi da avversario (sconfitta 1-0 e pareggio 1-1, ndr) mi hanno fatto un’ottima impressione: squadra qualitativamente valida e molto organizzata».
La doppia cifra in campionato, sfiorata (mancava un solo gol) quest’anno, è un obiettivo rimandato alla prossima stagione: «Certo, ci riproverò. Non sarà facile, sono un trequartista. Ma battendo le punizioni… Vado a San Miniato con l’obiettivo di aiutare la squadra e continuare a crescere».
Nato a Pisa, Matteo vive a Livorno ed è fidanzato da otto anni con Asya. Studente di Economia e Logistica («Mi mancano sei esami alla laurea»), da quest’anno Giudici gestisce un ristorante a Calambrone, il Single Fin: «Era già da anni che lavoravo durante la stagione primaverile-estiva. Avevamo aperto pochi giorni prima che scattasse il lockdown». Una nuova avventura che subito ha dovuto affrontare un imprevisto per l’impatto notevole dovuto al Covid-19: «È stata dura. A maggio abbiamo riaperto e siamo ripartiti bene. Confidiamo nell’estate».
Una vita sempre di corsa quella di Matteo, che concilia lavoro, università e pallone: «Sul divano sto poco, sono sempre in movimento, ne faccio tante». Al momento dello stop (mancavano 5 partite alla fine) il Cascina era nono in tandem con la Pontremolese a 31 punti, due le lunghezze sulla zona playout: «Stavamo disputando un buon campionato. La stagione era in linea con le aspettative: eravamo una neopromossa e credo che ci saremmo salvati senza problemi. Si può dire che abbiamo chiuso con una vittoria: nell’ultima gara giocata abbiamo battuto 2-1 il San Marco Avenza».
Da solo Giudici ha messo a segno un terzo delle reti del Cascina in campionato. Una partenza sprint, con tre reti nelle prime tre giornate. Il gol più bello? «Quello su punizione al Tau, anche se abbiamo perso 2-1». E la rete più importante? «Quella contro il Montecatini alla seconda giornata: gol decisivo e prima vittoria in Eccellenza».
Fisico possente (1.90 per 85 kg), piede educato: «Sono ben messo fisicamente, ma punto sui piedi. Sono un giocatore tecnico, quasi tutte le reti sono arrivate con tiri da fuori area». Il punto debole? «Paradossalmente il colpo di testa».
I primi calci al pallone nel Sorgenti Labrone, poi il passaggio al Livorno; Matteo fa tutta la trafila delle giovanili amaranto, dagli Esordienti alla Primavera: «Bella esperienza. Giocavo mezzala, con i Giovanissimi e gli Allievi abbiamo raggiunto le finali nazionali. In Primavera il mister era Sergio Zanetti, fratello di Javier. Tra i miei compagni c’era Gasbarro (difensore del Pordenone in prestito dal Livorno). A volte mi sono allenato con la Prima squadra. I giocatori che più mi hanno impressionato? Paulinho, per la tecnica, e Duncan: un mostro fisicamente». La prima esperienza con i grandi doveva essere in Lega Pro con il Viareggio: «Avevo firmato, poi ci sono state le note vicissitudini societarie». Giudici va a Seravezza in Eccellenza e viene schierato come terzino sinistro. Nel 2015 il passaggio al Piombino, sempre in Eccellenza: «Il primo anno ci siamo salvati, il secondo anno abbiamo perso la finale playoff contro il Roselle».
Nel 2017 Matteo indossa la maglia nerazzurra della Pecciolese in Promozione e arriva la seconda finale playoff persa, contro il Cecina. L’anno dopo il passaggio al Cascina e, a gennaio, l’evoluzione tattica: «Mister Polzella ha avanzato la mia posizione in campo e mi ha provato come trequartista». Il feeling con il gol aumenta: 18 le reti complessive tra campionato e Coppa nelle ultime due stagioni e, lo scorso anno, due finali con epilogo diverso. Ad aprile il Cascina, sotto di due reti a fine primo tempo, vince la Coppa Italia di Promozione battendo 3-2 il Traiana Terranuova ai supplementari: «I compagni mi prendevano in giro per le finali. Rimonta super contro il Traiana, ho segnato la rete del 2-2 che ci ha portato ai supplementari al 94’». A giugno la vittoria, ancora in rimonta e ai supplementari (1-2), nella finale playoff contro la Lampo, che vale la promozione in Eccellenza. «Quella scorsa è stata una stagione davvero esaltante». Una salvezza da conquistare sul campo e il traguardo personale della doppia cifra in campionato ad un passo (anzi, ad un gol): sulla stagione 2019/2020 è stato il Covid-19 a scrivere la parola “fine”. «Dispiace per come si è conclusa la stagione. Ringrazio la società, i compagni e mister Polzella, che è stato determinante per trovare la posizione in campo in grado di esaltare le mie qualità e migliorare il rendimento. Due anni stupendi a Cascina, sicuramente le due finali vinte sono il ricordo più bello». —
Alessandro Marone
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