Pontedera, nuovi striscioni contro la proprietà
Domani sera il Cda, intanto l’incontro del sindaco Franconi con Giovannini regala almeno uno spiraglio per il futuro
Pontedera
Due certezze e un’incognita. Un risultato di vantaggio che fa ben sperare, ma che fino all’ultimo minuto tiene in apprensione. L’attuale situazione del Pontedera, alla viglia del decisivo consiglio di amministrazione di domani sera, non poteva che essere descritta con il lessico calcistico. In attesa del triplice fischio.
Partendo dalla prima certezza, il sindaco Matteo Franconi ha lanciato un chiaro messaggio di speranza: anche per la prossima stagione, il dg Paolo Giovannini sarà uno dei granata. L’incontro dei giorni scorsi lo ha testimoniato: discutere della nuova annata e dei progetti che riguarderanno la società - dal rifacimento del manto erboso del “Mannucci” alla riorganizzazione dei locali dello stadio - con una persona destinata a lasciare, non avrebbe alcun senso.
Per questo, Giovannini sarà incaricato di costruire la rosa del Pontedera anche per il prossimo campionato. Una certezza non da poco per i tifosi, visto l’intenso lavoro del direttore generale per dar vita a squadre sempre competitive e ricche di giovani di prospettiva che, spesso, hanno fatto il salto di qualità.
La seconda certezza, quindi, è la serie C. Nessun dubbio, per carità. Ma è pur sempre un punto dal quale ripartire: il Pontedera, nella stagione 2020/21, sarà nuovamente tra le società del calcio professionistico italiano. L’incognita, invece, è legata al futuro assetto societario.
Le voci sulle possibili dimissioni del patron Paolo Boschi e del suo vice Simone Di Bella, insieme a Filippo Tagliagambe, continuano a circolare. Se dovessero concretizzarsi nella riunione di domani, chi ci sarà alla testa del Pontedera per la prossima stagione? In poche parole, chi si occupa della gestione delle pratiche per l’iscrizione? Non è assolutamente da escludere, comunque, che le dimissioni dei tre dirigenti possano portare ad un rimpasto, con la conseguente redistribuzione delle cariche tra i soci.
Ciò significa che il nuovo presidente avrebbe alle sue spalle lo stesso gruppo di dirigente che, da anni, si è fatto carico della gestione della società. Difficile immaginare, infatti, l’arrivo di persone nuove o, comunque, esterne ai soci attuali. Anche in questo caso, però, c’è una piccola speranza: l’assetto societario, pur con volti nuovi, manterrebbe la solidità di questi anni.
In attesa di ufficialità, continua la contestazione dei tifosi granata. Con due nuovi striscioni - uno al campo sportivo dell’Oltrera, l’altro ai cancelli del “Mannucci” - gli ultras hanno messo nuovamente sotto accusa la società per la rinuncia ai playoff. Ricucire con i tifosi, per la società, sarà un altro, grande obiettivo delle prossime settimane. —
Pietro Mattonai
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