Gioco
Pisa, una provincia in piena ascesa fra giovani talenti e club vincenti
Intervista al delegato della Federcalcio Stefano Landucci «Un vero boom sul territorio dopo il Mondiale del 2019»
PISA
Partiamo da una speranza, quella espressa da Stefano Landucci, delegato provinciale calcio femminile per la provincia di Pisa dal 2017 «Che si possa tornare in campo al più presto, magari in autunno».
E poi riavvolgiamo un po’ il nastro. Di questi tempi, lo scorso anno, l’Italia seguiva con entusiasmo e faceva il tifo per le azzurre di Milena Bertolini, protagoniste di un ottimo Mondiale in Francia (eliminazione ai quarti contro la più quotata Olanda). Un anno dopo sulla stagione 2019/20 del calcio femminile è calato il sipario: il Consiglio federale ha decretato lo stop definitivo.
Tramontata l’ipotesi playoff e playout, non riparte neanche la serie A (mancavano sei partite alla fine), nella quale militano quasi tutte le giocatrici della Nazionale. Con Stefano Landucci abbiamo fatto quindi il punto della situazione.
Chiusura inedita e anticipata per la stagione 2019/2020: un bilancio e una fotografia del territorio pisano...
«La situazione del Paese è sotto gli occhi di tutti e gli eventi degli ultimi mesi sono ben noti. Nonostante lo stop anticipato dovuto al Covid-19 la stagione del calcio femminile pisano è stata positiva. Abbiamo registrato la nascita del San Giuliano femminile, che ha disputato il campionato di Promozione. In generale c’è stato un consolidamento e una crescita a livello numerico, molte bimbe hanno intrapreso l’attività calcistica nei settori giovanili. A settembre dello scorso anno, dopo i Mondiali, c’è stato il boom: circa 130 ragazzine giocano a calcio nel territorio di Pisa e provincia. Proseguono le realtà dei settori giovanili di Pisa e Pontedera, dal tessuto locale sono arrivati buoni segnali».
Una delle note positive della stagione è la promozione in serie B del Pontedera di mister Ulivieri, primo con quattro punti di vantaggio sulla Sassari Torres nel girone C di serie C al momento dello stop che ha cristallizzato la classifica...
«Grandissimo risultato sportivo e promozione meritata. La possibilità di disputare il campionato di serie B è un risultato importante, complimenti alle ragazze granata, a mister Ulivieri, al presidente e a tutto lo staff. Un traguardo da elogiare e che dimostra la bontà del lavoro portato avanti dal Pontedera negli ultimi anni. La partecipazione della squadra granata al campionato di serie B è motivo di orgoglio per il territorio e può essere un'ulteriore spinta alla crescita».
Una battuta sullo stop del campionato di serie A femminile?
«La non ripartenza è stata una scelta dolorosa e difficile. Le posizioni espresse dalle calciatrici nella lettera aperta sono legittime: una bella riflessione, un segnale di unione e di forza. “O torniamo in campo tutte o nessuna”, la linea era chiara. Soltanto tre società avevano ripreso gli allenamenti, è stato scelto di non proseguire per non provocare diversificazioni del percorso e a tutela di tutte. Ripeto, c’è rammarico ed è stata una scelta sofferta. Ma vedo positivo: il calcio femminile va avanti e il movimento deve rafforzarsi».
Quali sono le sue giocatrici preferite?
«La preferita è Alia Guagni, capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale. Spero rimanga a Firenze (voci di mercato parlano di un forte interesse dell’Atletico Madrid) e di poter andare a vederla sia in campionato che in Champions League (Fiorentina e Milan erano seconde a pari punti, l’algoritmo ha premiato le viola). Poi non posso non citare le pisane Lucia Di Guglielmo e Cecilia Prugna, rispettivamente capitano e vice-capitano dell’Empoli Ladies. Due prospetti interessanti sono Maria Luisa Filangeri del Sassuolo e Marta Mascarello della Fiorentina».
Nel quadro attuale, è di particolare rilievo, afferma la Figc nazionale, l’attività dei Centri Federali Territoriali per la valorizzazione del settore giovanile, un progetto che si rivolge anche alle giovani calciatrici provenienti dalle società dilettantistiche e che da qui al 2020 permetterà il monitoraggio di 3.500 ragazze, puntando in 10 anni ad inserire nel programma formativo più di 5.000 calciatrici. —
Alessandro Marone
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