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Fase tre? Non per gli amanti del basket Quello attuale è ancora lo “step zero”

Massimo Berutto
Fase tre? Non per gli amanti del basket Quello attuale è ancora lo “step zero”

Riprendono in qualche modo gli allenamenti delle squadre: «È un’emozione rivedere i nostri ragazzi insieme»

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PISA

Anche il basket lentamente si rimette in moto, verso un futuro ancora tutto da decifrare. Più che una fase tre è uno “step zero” di ripresa delle attività, perché la pallacanestro che tutti ricordiamo non è che un miraggio. Fra le società cestistiche cittadine le prime a rompere gli indugi sono state il Dream Basket e la Ies Sport, organizzando sedute soprattutto all’aperto e naturalmente nel rispetto delle distanze di sicurezza e delle necessarie sanificazioni. Niente di più lontano da uno sport agonistico di contatto, ma quanto basta per permettere a giovani e giovanissimi di muoversi e, in qualche modo, di socializzare.

Il Dream Basket, sfruttando le proprie strutture site nel quartiere I Passi, ha preso a modello il protocollo stilato dalla Fip per redigere un vademecum rivolto a tecnici e atleti, tornati a sudare con l’inizio di giugno.

Qualche giorno più tardi (dal 3 giugno) è stata la volta della Ies Sport, con allenamenti all’aperto presso gli impianti intitolati a Gianluca Signorini. «Non facciamo niente di simile alla pallacanestro – precisa il coach e dirigente biancazzurro Simone Landini – ma è già un’emozione rivedere insieme i nostri ragazzi. Vedremo cosa ci riserveranno le prossime settimane, perché i protocolli cambiano continuamente e noi dobbiamo adeguarci. E non è chiaro cosa accadrà a settembre, quando dovrebbero iniziare i campionati».

Le ultime comunicazioni ufficiali sulla pagina facebook del club datavano quasi un mese fa, con un saluto a tutte le famiglie e gli atleti «che da troppo tempo ormai non vediamo sui campi da basket» e l’impegno nell’informarsi per sapere quotidianamente cosa accade: «La nostra volontà è rivedere i sorrisi (anche dietro le mascherine), e la voglia dei nostri ragazzi di giocare a basket». Intanto attraverso lo staff tecnico i ragazzi hanno ricevuto per opera del preparatore Alessandro Mecchia le schede tecniche da effettuare individualmente.

Più lenta la ripartenza per la Pallacanestro Femminile Pisa, di cui Landini è allenatore: «All’interno del nostro consiglio direttivo stiamo pensando alle modalità più idonee per riprendere l’attività anche con le ragazze».

Simile, ma con diverse sfumature, la situazione del Cus Pisa, della Gmv Basket e della Polisportiva Ghezzano. «La disponibilità degli impianti Cus – spiega Enrico Russo, dirigente responsabile del team universitario – è stata fissata dall’8 giugno. Oltre al lavoro atletico vorremmo riuscire a fare 20-25 giorni almeno di tiri a canestro, prima che i giocatori partano per le vacanze».

Più cauto Luca Benedettini, presidente della Gmv: «Il rispetto dei protocolli è estremamente difficile e le famiglie comprensibilmente hanno paura, quindi abbiamo preferito posticipare la ripresa, anche se i ragazzi e gli allenatori premono per ricominciare. Più avanti organizzeremo sedute atletiche. Il discorso sarebbe stato diverso se avessimo avuto a disposizione una struttura all’aperto». —

Massimo Berutto

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