Il Tirreno

Pontedera

nuoto master 

Romolo Becchetti si “converte” al mare per preparare il ritorno all’agonismo

a.sc.
Romolo Becchetti si “converte” al mare per preparare il ritorno all’agonismo

3 MINUTI DI LETTURA





santa croce

«Finalmente dopo tanto riposo forzato ho di nuovo preso contatto con l’acqua. Poiché le piscine erano chiuse, mi sono rivolto al mare che è sempre stato molto importante nella mia vita». Così il santacrocese Romolo Becchetti, pluricampione italiano di nuoto master, che non vede l’ora di poter tornare a gareggiare. «Da piccolo, - ricorda, - all’età di tre anni, in inverno, eludendo l’attenzione dei miei genitori, mi tuffai fra le onde completamente vestito incurante del freddo ma felice di sguazzare in questo nuovo elemento. Da immaginare lo spavento di mio padre che dovette correre per tirarmi fuori tutto bagnato. Cresciuto con questo amore nel cuore, che ho sempre coltivato durante le vacanze, ho frequentato a 18 anni un corso di sub a Livorno avendo come istruttore il mitico Cesare Giachini ex comandante dei Mas che oltre a darmi il brevetto Fips, mi insegnò le regole basilari di questa attività che ho continuato con la pesca e la fotografia subacquee».

È quindi tornato a questo elemento salato dopo parecchi anni e quasi tre mesi di clausura, con una muta per ripararsi dal freddo «e l’entusiasmo di un bimbo che finalmente può liberare tutte le sue energie ». Un po’ di acclimatazione e poi via con le bracciate sempre più decise e vigorose, nonostante i muscoli un po’ “arrugginiti”, per scivolare il più possibile fra le onde. Sì, le onde che in piscina non ci sono e che ostacolano non poco il nuoto in mare. Manca il contatto a pelle con l’ elemento liquido, la percezione di ogni piccola vibrazione come avviene a corpo libero, ma in compenso non si soffre per il freddo e c’è il calduccio mantenuto dal neoprene .

Mare e piscina: «Due cose diverse, due mondi diversi, uno più ripetitivo, sempre lo stesso, sempre fruibile con vento neve, pioggia eccetera, avanti e indietro, misurato al centimetro come lo sono tutte le piscine omologate, l’altro più naturale più green, più maschio se mi posso permettere il termine, con diverse esigenze di adattamento e di tecnica».

Belle comunque tutte e due queste discipline, afferma Becchetti che l’anno scorso è salito agli onori delle cronache anche per la sua partecipazione al “Passaggio a Nord-est” in barca a vela dal Giappone alla Novegia, e capaci di emozionare in modo diverso ma entrambe in modo forte e deciso. «Per un velocista sui 50/100 metri stile libero come me conta di più la rapidità, per raggiungere la quale occorre macinare vasche su vasche a tempi e velocità diverse, provando e riprovando le virate per risparmiare qualche centesimo di secondo. In mare no, non ci sono virate, non c’è un tuffo di partenza, non conta la velocità ma contano piuttosto un ritmo ideale da mantenere costante per tutto il percorso e la capacità di affrontare positivamente le varianti che si presentano di volta in volta».

Conclude Becchetti: «Non avrei mai pensato di provare questa nuova disciplina, ma visto che sono stati annullati tutti i campionati in vasca, in attesa della riapertura delle piscine, e per mantenere il contatto con l’acqua, d’ora in poi mi allenerò per partecipare a qualche gara in mare e scoprire di nuovo le emozioni che può dare il “grande fratello blu”». — a.sc.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web