Italia
Ettore Sardelli, coach del Futsal: «Il sogno? Gestire un impianto nella nostra città»
Da ben 12 stagioni con orgoglio sulla panchina pontederese, prima del lockdown ha conquistato la Coppa Toscana
PONTEDERA
Le serrande sono ormai chiuse da mesi pure per il calcio a 5, un vero peccato per un settore nel quale la Valdera offre ben tre realtà molto importanti: la Trident Sport, il Montecalvoli e il Futsal Pontedera. Tali compagini infatti competono nella C1 nazionale e, ognuna con la sua storia, ha vissuto bei momenti sin dalla propria fondazione. Andando per ordine di classifica, la prima di cui vorremmo offrire un approfondimento è il Futsal Pontedera, squadra che prima del lockdown aveva implementato il proprio palmarés con la vittoria della Coppa Toscana. Ne parliamo col tecnico bianconero Ettore Sardelli, che ricorda com’è nata l’idea Futsal Pontedera: «Tutto è scaturito da una serie di coincidenze. Io ho iniziato ad approcciarmi al calcio a 5 agli albori del 2008 quando smisi di giocare in Prima categoria per dedicarmi a questo nuovo sport: iniziai all’Us Pontedera, in serie D. I miei primi mesi non furono sfavillanti: passai più tempo in infermeria che in campo ma ebbi la conferma della grande passione personale per questo sport. Terminata la stagione, Marco Testi, amico personale ed ancora dirigente del Futsal Pontedera, mi propose l’idea di fondare una società in tal ambito in modo tale da incominciare un percorso».
Senza sponsor e senza allenatore, ti fu proposto di sederti in prima persona sulla panchina...
«Sì. Da qui, per i successivi tre anni, abbiamo svolto un egregio compito di programmazione e sacrifici. Per 3 anni abbiamo infatti cercato di allestire una squadra adatta alla promozione: rosa che, al termine di questo ciclo, è riuscita a portarci in C2. Da quell’anno si è aperta pure una nuova fase: conquistare la serie B, salvarci, e da lì tracciare un’opera di auto-sostentamento e implemento del settore giovanile. Punti sui quali stiamo ancora lavorando. Un percorso che necessita di una struttura da gestire: un’annosa necessità che non trova ancora compimento… Purtroppo da quasi dieci anni siamo costretti a giocare a Bientina in un palazzetto che ha dei costi da supportare e degli spazi che potrebbero non essere a norma per un’eventuale serie B».
Il vostro sogno?
«Avere in gestione uno stabile nella città che rappresentiamo: in tal maniera sarebbe possibile portare a compimento la nostra programmazione. In questi mesi di stop abbiamo lavorato ad un progetto volto a risollevare una zona di Pontedera molto nota e prossimamente contiamo di incontrare il sindaco e i suoi collaboratori per parlarne».
Passiamo al calcio giocato.
«Complessivamente stavamo facendo una grande annata e, visto che l’obbiettivo stagionale erano i playoff, possiamo pur dire che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto. Certo è che passare buona parte della stagione da primi in classifica e poi vedersi passare davanti da tre squadre non è il massimo: purtroppo credo abbia inficiato il mese di gennaio dove, con defezioni e infortuni vari, abbiamo dovuto giocare ben quattro partite in una settimana. Questo, oltre ad un forte dispendio fisico, ci ha provocato un forte carico mentale che alla lunga ci ha penalizzato. Ad ogni modo al termine del campionato mancavano ancora 5 partite e i tre punti sull’Arpi Nova erano recuperabili: abbiamo enormi margini di crescita».
Emergenza Covid, qual è la posizione del Futsal Pontedera?
«Credo sia la medesima di tutte le squadre di calcio a 5: la stagione deve terminare qua. Non abbiamo gli strumenti logistici ed organizzativi per portare a termine l’annata. Aspettiamo che la federazione ci dia le linee guida sulle promozioni e retrocessioni varie, a questo andrà sommata una soluzione per quanto riguarda gli aspetti tassativi e finanziari». —
Dario Pellegrini
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