Toscana
Cetilar Racing riscalda i motori... via web e fa il pienone di tifosi con la diretta social
Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi programmano la ripresa e raccontano gli allenamenti domestici
pisa
Quasi 5.000 visualizzazioni e grande successo in “live” per la prima diretta social di Cetilar Racing che sabato scorso ha visto il pisano Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi incontrare sul web i propri fan. Se l’emergenza sanitaria internazionale ha congelato il Mondiale Endurance Fia Wec, così come tutte le altre discipline sportive, la voglia di rimanere in contatto con il popolo dei tifosi e sostenitori di Cetilar Racing è stata esaudita. Un’ora e mezza di passione pura, in cui si sono affrontati tanti argomenti.
«È una situazione talmente strana che neppure lo sceneggiatore del film più fantasioso avrebbe potuto immaginare. Ma noi siamo qui e dobbiamo affrontarla con responsabilità – ha detto Lacorte –. L’uomo si adatta a tutto. Si tratta di prendere le misure giuste per contenere l’emergenza che, possiamo dire, abbiamo quasi messo alle spalle. Ed ora davanti a noi c’è un altro scenario, un’altra situazione assieme alla quale dovremo convivere, mettendo ciascuno di noi il meglio di se stesso per uscirne il prima possibile. Noi italiani abbiamo un grande vantaggio: il fatto di saperci appunto adattare e di saper reagire. Ci manca però il gruppo Cetilar Racing, i valori di amicizia che ci portiamo poi anche fuori dal paddock».
Devid JD, un appassionato, ha chiesto a Lacorte dove si trova adesso la #47. «In questo momento è rientrata alla base di Piacenza, in Af Corse. Perché era previsto che facesse scalo a casa sua prima di ripartire per Spa».
Edoardo Ullo ha sollevato invece quello che potrebbe essere un problema. Ovvero se una così lunga assenza dalle piste sia destinata ad avere delle ripercussioni su piloti e team. «Sicuramente sì, perché rimanere fermi tanto tempo può indurre a commettere degli errori – ha risposto Sernagiotto –. Meno dal punto di vista fisico, visto che stiamo tutti seguendo dei programmi di training come quello che ci è stato fornito dal nostro preparatore Alessio Erra di Formula Medicine, ma soprattutto per ciò che riguarda l’aspetto mentale».
«Per tenermi in forma faccio uso anche dei programmi di simulazione – ha aggiunto Lacorte –, dalla Playstation 4 siamo approdati a R-Factor 2 che ha tutte le piste del Wec e la Lmp2. Il nostro ingegnere Bruno Corbé mi ha mandato il setup della vettura. Ho ritrovato le stesse differenze e delle sensazioni molto vicine alla realtà. Con Andrea e Giorgio ci armeremo di piattaforme simili per allenarci. Oltre ad essere divertente, è una cosa seria e molto utile. Mi sto confrontando con mio figlio Nicola, che purtroppo mi dà sempre qualche decimo».
«Anche io e mio figlio ci alleniamo assieme – ha commentato Belicchi –. Abbiamo seguito i consigli di Formula Medicine. Per Gianmarco (che gioca a livello professionistico nella rosa degli “under” del Sassuolo Calcio) è qualcosa di nuovo. Ogni giorno ci dedichiamo assieme al training per un paio di orette e così lui si avvicina anche al lavoro del papà».
Parlando di Le Mans, Romeo Brambilla ha poi fatto i complimenti a Lacorte per la velocità massima ottenuta alla 24 Ore del 2017. «Avvenne nelle libere – ricorda Lacorte –. L’ingegnere dai box mi avvisò che stava arrivando la Porsche Lmp1, che in quel momento era guidata da Lotterer. Sapevo che l’avrei beccata a Tertre Rouge e quando mi passò riuscii ad accodarmici risucchiandole la scia». Il risultato fu che il pilota pisano raggiunse i 341,3 km/h in fondo al rettilineo dell’Hunaudières. Un record rimasto poi imbattuto e che è diventato il titolo del libro di Emiliano Tozzi pubblicato a fine 2018 dalla Pacini Editore. —
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