Gioco
La Fabbrica dei sogni: mai giocare per il pari Il segno X è uscito solo due volte in 24 gare
Seconda categoria girone E: c’è una sola squadra capace di contrastare il cammino della schiacciasassi Lajatico dominatrice del torneo
sotto i riflettori
Prima stagione sulla panchina del Fabbrica per mister Francesco Rossi. I bianconeri sono secondi nel girone E di Seconda categoria con 56 punti: 18 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Avvincente la lotta al vertice, 58 i punti della capolista Lajatico: «Stagione decisamente positiva – dice Rossi –, eravamo attrezzati per disputare un ottimo campionato, ma, sinceramente, stiamo andando oltre le aspettative: siamo in lotta per il primo posto e abbiamo distanziato squadre attrezzate come Acciaiolo, Popolare Cep e Treggiaia. Abbiamo avuto la “sfortuna” di trovare una squadra fortissima come il Lajatico, una vera corazzata: sono imbattuti e hanno subìto appena 10 reti, stanno sicuramente meritando la vetta».
Dopo la sconfitta nello scontro diretto con il Lajatico (1-2) avete conquistato bottino pieno per sei volte di fila.
«Il carattere, la capacità di reagire è una delle nostre caratteristiche. Al di là dei valori tecnici e tattici, questo gruppo ha una forza di volontà incredibile e ogni volta che viene punto è pronto a dare qualcosa in più. Dopo la sconfitta con il Lajatico eravamo a meno sei dalla vetta e tutti pensavano che i giochi per il primo posto erano fatti: invece abbiamo ricaricato le pile e ci siamo ricompattati».
Siete la squadra che ha collezionato più vittorie (18) e meno pareggi (2): come mai?
«Siamo un grande gruppo e una squadra che non ci sta a perdere. Siamo la squadra che ha conquistato più punti nei secondi tempi e in casa (30 su 36). Spesso siamo riusciti a vincere nei minuti finali e a ribaltare il match nella ripresa: evidentemente abbiamo una tenuta atletica e mentale superiore. I ragazzi si allenano duramente e danno il massimo, in campo cerchiamo sempre di conquistare l’intera posta in palio: molte volte ci è andata bene, qualche volta ci saremmo potuti accontentare del pareggio ed è andata male».
Che squadra è il Fabbrica?
«Ci piace giocare palla a terra, costruire. La squadra è abbastanza esperta, nella formazione titolare ci sono cinque ultra-trentenni e altri giocatori che hanno alle spalle diversi campionati in categoria. A livello di modulo prediligo il 4-4-2, a volte giochiamo anche con le tre punte».
Sei partite alla fine del campionato, due le lunghezze dalla capolista Lajatico: qual è l’obiettivo?
«Sono ambizioso e l’appetito vien mangiando. Tutte le partite sono toste, ma dobbiamo vincerle tutte se vogliamo continuare a sognare: sicuramente quelle contro Popolare Cep e Acciaiolo hanno un coefficiente di difficoltà maggiore».
Come state affrontando lo stop?
«Ai miei ragazzi all’inizio della preparazione dico che il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti: prima vengono salute, famiglia e lavoro. Nei giorni scorsi abbiamo effettuato una donazione in favore dell’ospedale di Cisanello, al quale abbiamo deciso di devolvere l’importo delle multe stagionali (750 euro). Al momento siamo fermi, i ragazzi stanno cercando di allenarsi a casa: chi ha il giardino o un garage magari riesce ad allenarsi in condizioni migliori. C’è incertezza anche per quanto riguarda i campionati professionistici, figuriamoci per noi dilettanti: comunque sono ottimista di natura e spero che a maggio si possa tornare in campo. Concludere la stagione in estate sarebbe una vittoria». —
Alessandro Marone
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