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Andrea Maggini: «Il turismo sportivo è una grande risorsa per il territorio»

Andrea Maggini: «Il turismo sportivo è una grande risorsa per il territorio»

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pisa

Andrea Maggini è anche consulente di aziende, soprattutto nel settore turistico, e promotore di eventi sportivi (anche la maratone, che ha organizzato per 18 anni) che oltre all’aspetto agonistico hanno una grossa rilevanza per l’indotto economico. Il turismo sportivo è importante anche per Pisa. «Più che di turismo sportivo - dice - bisognerebbe parlare di turismo in generale che in Italia produceva un Pil pari al 13%. In questo preciso momento l’incertezza è totale. Le strutture sono chiuse al 95% e con esse tutti gli erogatori dei servizi correlati al mondo del viaggio, di qualsiasi genere, compreso quello sportivo. Non si può fare altro che attendere il momento della ripresa per contare i danni, sapendo che la stagione 2020, anche estiva, soprattutto per la quota straniera, è irrimediabilmente compromessa. Ed anche l’utenza italiana, che rappresenta la cosiddetta ‘domanda interna’, è tutta da capire».

Secondo Maggini ci sono due riflessioni da fare: quale potere d’acquisto avranno le famiglie a seguito delle nuove prospettive professionali, imprenditoriali e lavorative; e chi farà le ferie estive se tanti lavoratori stanno usando forzatamente le loro ferie in questo momento.

«La ripresa - afferma - non sarà certo immediata, non sarà come riaccendere la corrente elettrica. Andrà ricostruita pazientemente. Per gli eventi il disastro è agli occhi di tutti. I primi provvedimenti toccano sempre gli eventi che vengono cancellati o rinviati e se si pensa che si spostano le Olimpiadi ed i campionati di calcio, si comprende che il danno è di vari miliardi di euro».

E nei nostri territori? «Il problema non si ha quando cancelli un evento piccolo rimettendoci poche migliaia di euro, ma se tocchi una maratona, un grande triathlon internazionale, una granfondo di ciclismo, le perdite sono nell’ordine delle 6/7 cifre (per gli organizzatori e per il territorio che avrebbe avuto le strutture occupate). Con il rischio di un riposizionamento di alcuni eventi nei calendario autunno-inverno a danno degli eventi già calendarizzati in quel periodo. Di fatto andando a dimezzare il bacino di riferimento di quegli eventi. Insomma, saranno danneggiati anche gli eventi in programma a fine anno, sempre ammesso che non vi siano nuove regole per quanto concerneranno le autorizzazioni nel dopo Covid-19 tali da stravolgere tutti i format. Insomma, il turismo e l’organizzazione degli eventi torneranno alla normalità tra il 2021 ed il 2022, difficilmente prima». —



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