Gioco
Ronny Mucciacito, 11 centri su azione per il giramondo dell’area di rigore
Il Goleador del Tirreno: gli attaccanti affilano le lame in attesa di poter tornare in campo. Mancano 6 giornate alla fine in Prima categoria
PISA
In attesa della ripresa dei campionati, tutto fermo naturalmente anche nella classifica dei marcatori.
Saldo in vetta con 25 centri Ciardelli, bomber del Castelfranco secondo in classifica ad un punto dal tandem Malmantile-Ponte a Cappiano: lotta al vertice super agguerrita nel girone D di Seconda categoria.
22 i sigilli di Tantone del Pomarance (capolista nel girone F di Seconda categoria), 19 i centri di Passalacqua del Saline (prima della classe nel girone D di Prima categoria).
Quarto posto con 17 reti per Sodini de La Cella, capocannoniere dell’area Pisa città.
IL PERSONAGGIO
Bomber del San Miniato, militante nel girone D del campionato di Prima categoria, è Ronny Mucciacito.
Classe 1988, nativo di San Miniato, Ronny lavora come magazziniere a Vinci e convive con la compagna a Corniola (frazione di Empoli).
Nell’ultima gara disputata prima dello stop ai campionati è stato un suo sigillo a decidere lo scontro salvezza con il Tirrenia: «La rete – racconta – è arrivata sugli sviluppi di una mischia: tiro ribattuto, tap-in vincente».
Che tipo di giocatore sei?
«Sono una punta da area di rigore, un po’ alla Inzaghi. Uno dei miei pezzi forti è anche lo scatto, quando vengo lanciato in profondità è difficile tenermi».
In questa stagione sono già 11 le reti, 14 se si considera la Coppa Toscana. Gol di rapina ma non solo per Mucciacito, il cui idolo è Zlatan Ibrahimovic.
Non hai calciato neanche un rigore, vero?
«Vero, tutte le reti sono arrivate su azione. Sto migliorando anche nel colpo di testa, quest’anno ho già segnato cinque gol».
Qual è il vostro modulo di base?
«In genere giochiamo con il 4-3-3 o con il 4-3-1-2, in ogni caso sono la punta di riferimento, resto avanti e cerco di far salire la squadra».
Per te, dopo i primi calci al pallone nel Calasanzio, a 9 anni il passaggio al Cappiano Romaiano e un drastico cambiamento di ruolo: dal difendere la porta al cercare di gonfiare la rete...
«Ero portiere, un allenatore mi provò come attaccante. Feci subito gol, l’esperimento proseguì, il mister era soddisfatto e anche io: da lì ho giocato sempre come punta».
Ronny fa la trafila delle giovanili della Cuoiopelli Cappiano Romaiano fino alla categoria Allievi, mettendo in mostra un discreto feeling con il gol.
Poi, a 16, anni, il passaggio al Fucecchio in Seconda categoria.
«Un bel salto passare dai ragazzi ai grandi, cambia molto, sia a livello di spogliatoio sia nel tipo di gioco. All’inizio ero un po’ in imbarazzo nei confronti dei più grandi, ma mi sono stati di aiuto».
Un cammino in crescendo, giusto?
«La stagione è andata bene, ho segnato alla seconda partita. Il primo anno siamo arrivati terzi, l’anno successivo abbiamo vinto il campionato».
Poi un lungo peregrinare, nel segno di alcuni ritorni e delle reti...
«Sono sempre andato in doppia cifra».
Una stagione allo Staffoli in Seconda categoria, poi il passaggio al San Pierino in Terza. Perché?
«Avevo 19 anni e avevo perso un po’ gli stimoli, volevo smettere».
Poi il trasferimento al Cappiano...
«Abbiamo vinto il campionato di Terza categoria e la Coppa, mi è tornata la voglia di giocare e ho ripreso a brillare».
Per Mucciacito Galleno, di nuovo Cappiano, Orentano, ritorno a Galleno, Limite, Vinci, Montelupo, ritorno a Vinci (dove resta due stagioni) e ritorno a Montelupo.
E poi il passaggio al Monsummano in Prima categoria: squadre nuove ma anche ritorni di fiamma.
«Di squadre ne ho girate tante, ma ovunque devo dire che sono stato bene: anche se arrivavano altre proposte in molti casi ho preferito tornare in società dove già avevo giocato».
Da quando indossi la maglia del San Miniato?
«Dall’estate 2019. Ho ricevuto un’accoglienza fantastica, sia da parte dei compagni che della società. La squadra è abbastanza giovane, io sono uno dei più “anziani” e cerco di mettere a disposizione la mia esperienza».
Negli ultimi anni il tuo modo di giocare è cambiato, giusto?
«Prima magari cercavo di più l’azione personale, ora sono migliorato nella lettura delle partite e delle situazioni e cerco di gestire le energie. Meglio valutare quando effettuare uno scatto, ma la gamba indietro non si tira mai».
Nessun dubbio sull’obiettivo da raggiungere...
«Vogliamo la salvezza diretta (la Volterrana, sestultima, ha una sola lunghezza di vantaggio)».
Alla ripresa ci sarà da accelerare: non restano molte giornate.
«Cercheremo di fare più punti possibili nelle ultime sei partite: contro il Fornacette sarà tosta, giochiamo in trasferta e avranno il coltello tra i denti. Speriamo di arrivare al match con la Volterrana (ultima di campionato) già salvi, altrimenti saranno davvero punti preziosi quelli in ballo». —
Alessandro Marone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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