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Maggini lascia la maratona di Pisa «Dal 2000 a velocità supersonica»
pisa. «Le strade si separano... Lascio la Maratona di Pisa dopo 18 anni!». L’annuncio è di Andrea Maggini, storico organizzatore della maratona, anticipato su Facebook e poi riassunto in una “circolare” per email.
«Avrei voluto aspettare la fine di questo periodo critico e caotico per comunicarlo - dice Maggini - ma la fuga di notizie nel resto d’Italia ormai rende necessaria questa finestra (che riaprirò a fine crisi con comunicati, interviste, progetti, eccetera). Dopo 18 anni (dal 2003 al 2019) non sarò più il general manager della Maratona di Pisa (ex PisaMarathon)».
Non è però un fulmine a ciel sereno, almeno per gli addetti ai lavori: «Ad inizio gennaio avevo già avvisato i soci di 1063ad delle mie intenzioni, maturate negli ultimi 15/18 mesi. Dal 2000 ad oggi ho viaggiato a velocità supersonica ed ora ho bisogno di una “pausa creativa”. Fossi rimasto sarei ripartito con il prodotto senza fermarmi per la necessaria riflessione, poiché ciò richiede spremersi fino al midollo senza capire cosa fare per migliorare. La decisione vuole che l’operazione sia drastica, netta».
C’è anche una punta di amarezza: «Non escludo anche che la decisione finale sia in gran parte figlia di un vuoto territoriale che mi ha generato il bisogno di fare un “passo di lato”, per portare istituzioni, operatori, eccetera al livello di un prodotto turistico come la Maratona, foriero di milioni e milioni di euro di indotto. E se il nostro contributo - scrive Maggini -, di cui beneficiano in molti (dal Comune con gli incassi della tassa di soggiorno, agli albergatori ed extra incapaci di consorziarsi e difenderti, ai mancati contributi camerali, fino agli ultimi schiaffi di anonimi funzionari che te li trovi a pochi giorni dall’evento, inevitabilmente ogni anno, ad arricchire la monumentale dose di burocrazia con richieste assurde a pochi giorni dall’evento, come se non fossero mai esistiti nei 20 anni precedenti fino a macchine istituzionali che invece di andare avanti fanno clamorosi errori e passi indietro) è così importante, allora ti rendi consapevole che serve fermarti, formarli ed aiutarli nella crescita in consapevolezza della ricchezza che costruisci e che proprio loro, in primis, rischiano di perdere. Perché non si debba più arrivare a pensare anche la sera prima che l’unica certezza è il dubbio».
«Diciamo che era il momento, visto che nel frattempo c’è chi come Simone e Sergio sono maturati e possono continuare l’opera anche se il periodo non è facile, ma sapranno far di necessità virtù e di loro c’è da fidarsi. Spero che il mio contributo a tutto il mondo degli Organizzatori, quelli con la O maiuscola, importanti Produttori di Ricchezze Territoriali, da un punto di vista sportivo e soprattutto turistico, possa supportare il movimento in un nuovo format con nuove suggestioni e rinnovate qualità di settore (e di rappresentanza a più alti livelli). E con un’asticella del rischio organizzativo ancor più alta visto che negli ultimi 10 anni le cancellazioni degli eventi sono sempre più facili ed i danni subiti insostenibili».
Fin qui Facebook. Conclude l’email: «Ci rivedremo per altri progetti e “sogni” da realizzare con l’esperienza che vi porto in dote». —
A.S.
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