Tuttocuoio-Ponsacco è l’ultima chiamata per sperare nei playout
La classifica è davvero terribile per entrambe le squadre ma chi si aggiudicasse il derby potrebbe ripartire
PONTE A EGOLA. Il derby di oggi per il Tuttocuoio è l'ultima chiamata per sperare di riaprire il discorso playout, la vittoria non è più rinviabile altrimenti, tutti i buoni propositi di crederci fino all'ultimo rischiano di rimanere soltanto a livello di intenzioni o poco più. Il rintocco del campanile si sente in maniera molto meno nitida rispetto al passato, c'è da riscattare la pesante sconfitta dello scorso anno: quel 3-0 maturato al "Leporaia" che di fatto fece mettere in soffitta e le ambizioni, portando i neroverdi ad un finale di stagione anonimo. Adesso c'è da cercare con tutte le forze di alimentare una piccola fiammella di speranza.
Ieri il Bastia ha vinto e ora la quota playout è a 12 lunghezze, ma la presidentessa Paola Coia non si arrende: «Serve vincere per provarci ancora, la squadra viene da prestazioni convincenti, purtroppo un gol viene preso comunque. Domenica a San Donato Tavarnelle abbiamo subìto il pareggio in zona Cesarini; spero che i ragazzi non si facciano condizionare a livello psicologico da questo fattore». Unico indisponibile è Russo fermato da uno stiramento, mentre tornano a disposizione sia La Neve che Mella.
QUI PONSACCO
Che magone, per i tifosi rossoblù, ripensare al derby pisano dello scorso anno, quando il Ponsacco fece bottino pieno tanto all’andata quanto al ritorno e si giocava la promozione in serie C fino all’ultima giornata. Sembra passato un secolo, eppure si tratta solo di qualche mese fa. Oggi, al “Leporaia” di Ponte a Egola, Ponsacco e Tuttocuoio si giocano – probabilmente – l’ultima speranza di rimanere aggrappati alla serie D.
Ultima contro penultima in un match che è un vero e proprio crocevia della stagione. Far zero punti, a dieci giornate dalla fine e con la zona salvezza lontana lunghezze per entrambe, sarebbe una (mezza) condanna. Gli ultimi due pareggi consecutivi inanellati dai rossoblù hanno allungato ulteriormente il digiuno di vittorie della squadra di mister Marmugi, arrivato addirittura a 14 partite. Un’eternità, soprattutto se si va a guardare quando è arrivato l’ultimo successo esterno del Ponsacco: la data è quella dell’8 settembre, a stagione appena cominciata, contro il Pomezia. Un altro Ponsacco, un’altra squadra con un altro allenatore e un’altra società. La reazione rabbiosa e di nervi contro il Bastia, però, obbliga il Ponsacco a continuare a lottare. Sotto di due reti dopo mezz’ora di gioco, i rossoblù hanno riacciuffato il pareggio in una manciata di minuti e, a tempo quasi scaduto, hanno addirittura sfiorato il gol del clamoroso vantaggio. Buttare il cuore oltre l’ostacolo anche oggi è obbligatorio per sognare i playout e giocarsi la salvezza in uno scontro diretto. Il futuro della società, per il momento, deve rimanere nell’ombra, senza interferire. La partita più importante, adesso, si gioca sul rettangolo verde. E questa, forse, è la miglior notizia. —
Stefano Scarpetti
Pietro Mattonai
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
