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Pontedera

Troppe assenze, Pontedera ko E la Giana Erminio ringrazia

Tommaso Silvi

Granata sconfitti 2-0 allo stadio Mannucci. Il dg Giovannini: «A livello di risultato è sicuramente un periodo brutto»

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PONTEDERA. A fine partita in sala stampa c’è Paolo Giovannini. Quando il direttore generale parla dopo il novantesimo, vuol dire che per il Pontedera è un momento nero. «A livello di risultati è sicuramente un brutto periodo. Avevamo moltissime assenze – dice il dg – e gli allenamenti nelle ultime settimane ne hanno risentito a livello di intensità. Domenica con l’Alessandria recupereremo diversi elementi, il mister potrà lavorare bene in settimana. Dobbiamo ripartire, perché abbiamo ancora un’ottima classifica e vogliamo mantenerla fino alla fine».

Caponi, Barba, Semprini in tribuna. I primi due squalificati, il terzo colpito dall’influenza all’ultimo minuto. Benassai e Bernardini in panchina, di rientro da un infortunio e quindi senza i novanta minuti nelle gambe. Che con la Giana Erminio - cinque vittorie nelle ultime sei partite - sarebbe stata durissima si sapeva. E così è stato. Al Mannucci finisce 2-0 per gli ospiti. Il Pontedera perde l’imbattibilità casalinga e colleziona la seconda sconfitta consecutiva, allungando a sei la striscia di partite di fila senza vittoria.

Come dice Giovannini, per i granata è il momento di ripartire. Stasera lo scontro diretto tra Carrarese e Renate disegnerà la nuova zona alta della classifica. I ragazzi di Maraia, ad ora, sono terzi a –1 dal Renate e a +3 sulla Carrarese.

SCELTE OBBLIGATE

Il centrocampo è tutto da rifare. E nel reparto offensivo l’unico a disposizione è De Cenco. Maraia deve inventare la formazione. In difesa si affida ai tre più esperti: Risaliti, Piana e Ropolo. In mediana sceglie Serena - il migliore in campo - supportato da Bruzzo e Giuliani. In avanti, a sostenere De Cenco, c’è addirittura Pavan, totalmente fuori ruolo e infatti mai nel vivo dell’azione. La Giana si presenta con Perna e Manconi in attacco, Bellazzini rifinitore e Piccoli, Dalla Bona e Pinto a formare la diga di centrocampo. Nel primo tempo il Pontedera è attento, organizzato, compatto. De Cenco sfiora la rete su corner di Visconti al 12’, poi Giuliani si fa trovare dal cross di Mezzoni dalla destra, ma spara alto. La Giana Erminio non si vede mai dalle parti di Sarri. Pochissime emozioni. Zero reti al termine dei primi quarantacinque minuti.

EPISODI

I guai arrivano sempre in coppia. E a volte addirittura in gruppo. Pronti, via e a inizio secondo tempo la Giana Erminio trova il vantaggio con il tiro di Pinto dal limite dell’area che bacia il palo alla sinistra di Sarri e finisce in rete. Una doccia freddissima per un Pontedera già incerottato. Il secondo tempo va avanti con i granata che provano a creare azioni pericolose - con scarso successo - e la Giana che si difende ed è sempre pronta a ripartire. Al Mannucci è la classica gara da 0-0. Decidono tutto gli episodi. Tra questi anche il fallo di mano evidentemente volontario di Pinto, al 34’: il centrocampista ospite è già ammonito ed è da buttare fuori, ma il direttore di gara inspiegabilmente lo grazia e, nella stessa azione, ammonisce Piana per proteste. Decisione quantomeno discutibile. In precedenza, subito dopo la rete della Giana, Maraia aveva mandato in campo Benassai e Bernardini, rispettivamente per Pavan e Giuliani, spostando Ropolo come interno di centrocampo e avanzando Bruzzo dietro a De Cenco. Il centravanti brasiliano al 37’ ha sui piedi la palla del pari, ma spreca tutto sparando addosso a Leoni. Nel finale Ropolo intercetta il pallone con la mano in area di rigore, l’arbitro indica il dischetto e Perna dagli undici metri chiude la pratica.

PARLA MARAIA

«Non meritavamo di perdere, la Giana Erminio non ha creato pericoli. Dispiace per il risultato e per il periodo che stiamo vivendo, ma per l’impegno e la voglia che mettono in campo, ai miei ragazzi non ho niente da rimproverare». Dopo il novantesimo mister Maraia difende la squadra, e poi attacca l’arbitro: «Pinto meritava il secondo giallo dopo il fallo di mano, non capisco come sia stato possibile che il direttore di gara non abbia estratto il cartellino. Ora pensiamo all’Alessandria. Siamo tutti molto abbattuti, ma dobbiamo rialzare velocemente la testa». —

Tommaso Silvi

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