Il Tirreno

Pontedera

Il Pontedera non regge l’urto di una Pro Vercelli arrembante

Tommaso Silvi

Bruzzo annulla il primo svantaggio, poi i granata non riescono a sopperire alle troppe assenze. Secondo posto a rischio 

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VERCELLI. Arrivano all'improvviso, quando le cose vanno bene. E nel calcio sono sempre in agguato. Sono i periodi negativi, le partite maledette in cui la squadra non riesce a trasformare sul campo il lavoro della settimana. Per la prima volta nell’arco della stagione, il Pontedera è alle prese con un periodo negativo. Il 3-1 di Vercelli lo certifica. Ma non è una catastrofe, perché dalle cadute ci si rialza. E i granata, ora, devono pensare soprattutto a tirare di nuovo su la testa.

Anche al Silvio Piola il cuore di Caponi e compagni si vede bene, ma sono troppe le disattenzioni per sperare di raccogliere punti.

Le assenze di Benassai, Bernardini, Tommasini e Piana non aiutano. Ma per uscire dai momenti difficili le giustificazioni non servono. Anzi, vanno evitate. Gli uomini di Maraia pagano un approccio alla gara morbido, a fronte di una Pro Vercelli indiavolata fin dal 1’.

Con una vittoria oggi, Carrarese e Renate – impegnate rispettivamente a Olbia e in casa con la Pistoiese – scavalcherebbero il Pontedera, che quindi stasera potrebbe ritrovarsi addirittura quarto in classifica. Tre pari e due sconfitte nelle ultime cinque partite: troppo poco per restare in alto. Ma c’è il tempo per ripartire. Per lasciarsi tutto alle spalle.

SUBITO SOTTO

Maraia decide di non utilizzare dal primo minuto i soli due attaccanti che ha disposizione. Rimane in panchina Semprini, con De Cenco terminale offensivo del 3-5-1-1 che vede Barba e Bruzzo alternarsi nel ruolo di seconda punta. Caponi in mediana, supportato da Serena, Mezzoni all’esordio dal primo minuto sulla destra, Visconti a sinistra. Risaliti centrale difensivo con Cigagna e Ropolo a completare il reparto.

È un 3-5-2 quello della Pro Vercelli. Iezzi e Varas scorribandano sulle fasce, Comi e Rolando hanno il compito di finalizzare. I ragazzi di Gilardino non vincono in casa dall’8 settembre e hanno gli occhi della tigre.

Dopo 180 secondi di gioco Mezzoni pasticcia sui sedici metri, Graziano gli soffia il pallone e serve Rolando a centro area, che è glaciale nel battere Sarri.

La doccia freddissima non ferma la reazione del Pontedera. I granata prendono campo e fiducia, manovrano bene e trovano il pari al 31’ con Bruzzo, bravo a capitalizzare a tu per tu con Saro una bella incursione centrale di Barba. Tutto dopo il miracolo di Sarri al 27’ sul diagonale di Azzi. La partita è viva, il Pontedera c’è.

ERRORI FATALI

La ripresa si apre con la parata di Saro su calcio di punizione conquistato e calciato da Caponi. Il Pontedera tira fuori le unghie, ma è un bluff. Le ripartenze della Pro Vercelli mettono in evidente difficoltà la difesa, che risente dell’assenza di Piana. Soprattutto in termini di concentrazione. Al 21’ Maraia toglie Caponi – ammonito e squalificato domenica con la Giana Erminio, come Barba – e getta nella mischia Semprini.

Al 24’ Varas punta l’area dalla sinistra, mette dentro un pallone respinto a fatica da Risaliti, che confeziona l’involontario assist a Emmanuello: controllo e tiro sotto la traversa che inchioda Sarri. La Pro Vercelli vola sulle ali dell’entusiasmo, il Pontedera è stordito. Cigagna sbaglia in chiusura, Varas ringrazia e sigilla la partita.

EMERGENZA

Semprini e Visconti nel finale sfiorano il gol. Ma cambia poco. Vince la Pro, i granata collezionano la quinta partita di fila senza successo. Con le assenze di Caponi, Barba, Benassai, Bernardini e Tommasini domenica sarà durissima con la Giana. Ulteriori difficoltà che vanno a inserirsi in un febbraio maledetto.

Ma è quando la salita si fa dura che bisogna alzarsi sui pedali e dare gas. I granata hanno bisogno come il pane di una scintilla, di un’iniezione di fiducia per ritrovare morale e risultati. Maraia farà di tutto per trasformare la sconfitta di Vercelli in un punto di partenza. La chiusura di una parentesi grigia che il Pontedera deve mandare in archivio il prima possibile. —

Tommaso Silvi

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