Il Tirreno

Pontedera

Il cuore del Pontedera ferma il Monza di Galliani e Berlusconi

Tommaso Silvi

I granata pareggiano al novantesimo contro la capolista e mantengono la seconda posizione a dieci punti dai brianzoli 

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Due volte in svantaggio, due volte capace di riprendere il risultato. E non contro un avversario qualunque. Il Monza di Galliani, Berlusconi e dei calciatori con stipendi faraonici sbatte contro la grinta, la fame e l’euforia del Pontedera. Il big match dell’ultima giornata di andata del girone A di serie C è uno spettacolo. Per chi ama il calcio, in genere, e soprattutto per chi tifa Pontedera. Finisce 2-2 con pari granata al 90’ e lo stadio in delirio. Il sogno dei Maraia boys - ancora secondi a –10 dai brianzoli - continua alla grande.

IL GRANDE ASSENTE

La sua assenza all’allenamento di rifinitura di sabato mattina aveva fatto temere il peggio. E infatti Daniele Mannini non ce la fa. Fermato da un risentimento all’adduttore, finisce addirittura fuori dalla lista dei convocati. Maraia allora sceglie la soluzione più difensiva. Il quinto a sinistra del 3-5-2 è Ropolo, mentre a destra Bernardini - a sorpresa - vince il ballottaggio con Pavan. Sulle corsie del Pontedera la copertura è impeccabile, ma in fase di spinta manca qualcosa. Il Monza approccia alla gara con la sicurezza della capolista, prendendo subito in mano il pallino del gioco. I granata aspettano e ripartono. Caponi scalda il Mannucci con una conclusione dalla distanza che al 7’ sfiora il palo alla destra di Lamanna. Mazzini è bravo due volte al 10’, sulle conclusioni di Iocolano e Rigoni. Al 17’ però l’estremo difensore granata è insicuro sul calcio di punizione dalla distanza di Chiricò. Il pallone finisce in rete dopo un rimbalzo beffardo e il Monza è in vantaggio. Ivan Maraia grida ai suoi di mantenere la calma, e il Pontedera non si scompone. Lo schiaffo dei brianzoli sveglia Caponi e compagni, che si sciolgono e trovano il coraggio di osare. Tommasini poco prima della mezzora getta alle ortiche il contropiede orchestrato da Serena sbagliando il passaggio per Ropolo, poi De Cenco al 37’ lavora un buon pallone sulla zona di destra e dipinge una traiettoria tagliata nel cuore dell’area di rigore monzese, ma non c’è nessuno pronto a spingere alle spalle del portiere Lamanna.

PASSATA LA PAURA

Il Pontedera dei primi 20-25 minuti di gara è piuttosto contratto. Un po’ di timore al cospetto dei marziani del Monza c’è, ma poi passa la paura. I granata iniziano la ripresa con piglio aggressivo, alzando il baricentro e andando a disturbare i portatori di palla avversari. La banda di Brocchi è meno disinvolta, la pressione di Caponi e compagni annebbia le idee alla prima della classe, che comunque dà sempre l’idea di poter essere pericolosa quando ha il pallone tra i piedi. Brocchi toglie Chiricò, ammonito, e inserisce il giovane Mosti. Maraia risponde rilevando Barba per dare sostanza e dinamismo in mediana con Calcagni. Ora è il Pontedera a tenere meglio il campo. Brocchi allora si gioca due jolly offensivi per alzare di nuovo l’equilibrio della sua squadra: fuori Gliozzi e Brighenti, rispettivamente per Finotto e Marchi. Al 24’ Bernardini recupera un pallone d’oro a centrocampo e innesca il break granata, la palla arriva a Tommasini che viene atterrato in area di rigore: il direttore di gara è a un passo dall’azione ma decide di far continuare il gioco tra le polemiche.

CUORE IMMENSO

Il Pontedera si traveste da gigante e prende campo, schiaccia il Monza e gira a mille all’ora. Al 26’ Caponi si incarica della battuta di un calcio di punizione dal settore sinistro d’attacco, che trova l’inzuccata di De Cenco, capace di scavalcare Lamanna e riportare il match in parità. Il tempo di esultare e il Monza mette ancora la testa avanti: D’Errico calcia dalla distanza e trova la respinta non impeccabile di Mazzini, Finotto è lì e segna un gol facile facile. Partita finita? Macché. Il Pontedera ha un cuore immenso. E al novantesimo pareggia con Risaliti, puntuale all’appuntamento col suggerimento dalla destra di Calcagni, girato in rete col piattone. Quattro minuti di recupero e poi il Mannucci scatta in piedi. La capolista si è fermata a Pontedera. —

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