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il difensore bomber/2 

L’emozione di segnare allo stadio Olimpico per il “bimbo” di Capanne

L’emozione di segnare allo stadio Olimpico per il “bimbo” di Capanne

Momento d’oro per Mancini al suo primo anno nella Roma «Sono contento, ma ho ancora tanto da dimostrare»

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MONTOPOLI. Di gol in serie A ne aveva già segnati. Ma realizzarne uno allo stadio Olimpico, con la maglia della Roma che indossa per il primo anno è davvero un’emozione speciale. Per Gianluca Mancini, 23 anni difensore cresciuto nella Fiorentina e sbocciato prima a Perugia e poi definitivamente nell’Atalanta è stata una domenica emozionante. Nato a Pontedera, ma residente a Capanne di Montopoli, cresciuto nella società Valdarno, Mancini è stato tra i protagonisti della giornata di serie A dopo il 3-0 con cui la Roma ha battuto in casa il Brescia.

La sua girata di prima intenzione dall’interno dell’area è stata definita un eurogol. Lui è apparso in tv con la solita calma, quella che lo contraddistingue da quando ha cominciato a calcare palcoscenici importanti nel calcio italiano. «Il gol? – ha detto il difensore rispondendo alle domande dei giornalisti – Andiamo piano, c’è tanto da fare, sono giovane e sono alle prime partite della stagione. Sono contento per l’impegno e per quello che sto facendo per la squadra, poi il gol è un’emozione incredibile, era il primo qua all’Olimpico. Sono contento però che loro non abbiano segnato, è merito di tutti».

Frase, quest’ultima, che racchiude uno degli insegnamenti che ha carpito dai tanti allenatori che lo hanno cresciuto. A cominciare da Giuseppe Aurilia, suo primo allenatore al Valdarno calcio, quando Mancini aveva appena 7 anni. «Il difensore deve prima difendere», ha detto il ventitreenne ai microfoni. Una condizione mentale che lo sta facendo emergere anche in un ambiente non facile come quello romanista, reduce tra l’altro dalla sconfitta di Parma prima della sosta per le gare delle Nazionali. «Prima della sosta, anche se avevamo perso a Parma, avevamo fatto 7 partite sempre con gli stessi uomini ed eravamo tranquilli – ha sottolineato Mancini – Sappiamo quello che facciamo negli allenamenti. Lavoriamo al 100% e siamo un gruppo unito». —

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di Redazione web