La manifestazione
Bruzzo non perdona e il Pontedera vola Successo a Siena e secondo posto
I granata confezionano la domenica perfetta con compattezza e carattere. Maraia cambia tre uomini e decide il match
. Forte, umile, scorbutico, orgoglioso. Più romanticamente, operaio. Il Pontedera è secondo in classifica con una partita da recuperare. Ha vinto lo scontro diretto in casa del Siena, 1-0 con gol di Bruzzo a dieci minuti e qualche spicciolo dalla fine.
Giocava in uno stadio, l’Artemio Franchi, sui cui spalti si festeggiavano i 115 anni di storia della Robur. I granata nel primo tempo hanno incassato l’aria di festa, e la voglia di vincere dell Siena, difendendosi con ordine, correndo, mangiando il campo metro dopo metro per tenere i bianconeri lontani dalla porta. E il bello del Pontedera è proprio questo. Che sa soffrire, sa aspettare e, soprattutto, sa colpire. Ivan Maraia ne sa qualcosa. D’altronde lui è la sintesi personificata di quello che sono i granata. Testa, umiltà e coraggio.
Il mister tiene fuori Tommasini e Piana - di rientro da due infortuni fotocopia al ginocchio - e dà fiducia a chi nell’ultimo mese abbondante ha tirato la carretta in retroguardia, vale a dire Cigagna, Risaliti e Benassai, con Ropolo lasciato a riposo. Guidone e Cesarini sono bravi, ma la difesa del Pontedera è una sinfonia di movimenti puliti e perfetti. Il Siena tiene il pallone all’infinito, ma l’unico pericolo del primo tempo è il colpo di testa di Guidone che si infrange sulla traversa. A centrocampo Calcagni e Barba supportano Caponi: tutti e tre dettano i tempi della squadra.
Il Pontedera tiene appena un filo di luce tra i reparti; l’assetto è iper corto e compatto. Tutti difendono, tutti attaccano. Il Siena nella ripresa soffre la compattezza caratteriale del Pontedera, che gioca ad alta intensità e non molla un centimetro. Ma il campo è pesante, e correre è ancora più faticoso.
E allora Maraia, con coraggio, cambia la storia della partita. Al 17’ della ripresa entrano insieme Piana, Serena e Tommasini, rispettivamente per Cigagna, Calcagni e Semprini. Ora davanti a Mazzini ci sono tre difensori centrali puri, a centrocampo si può contare su forze fresche e geometria e in avanti c’è una freccia impazzita pronta a fare mezz’ora col piede sull’acceleratore. I granata, impauriti dalla traversa di Vassallo colpita con un tiro da fuori un minuto prima della triplice sostituzione, capiscono che Maraia vuole seriamente provare a firmare il colpaccio. E il Pontedera sale in cattedra.
Caponi avanza il proprio raggio d’azione e sfiora anche il gol con una conclusione pazzesca che si schianta sulla traversa, Mannini pesca dal serbatoio le ultime, preziosissime energie, e sforna il traversone su cui si avventa Bruzzo, entrato in campo cinque minuti prima del gol al posto di Barba. Nel finale il Siena spinge alla ricerca del pari; i granata avrebbero anche un paio di occasioni interessanti per segnare, ma la stanchezza si fa sentire. Dopo quattro minuti di recupero la domenica perfetta è servita. —
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