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Pontedera a Siena per fare il guastafeste

Pontedera a Siena per fare il guastafeste

La Robur celebra 115 anni di vita nel giorno del big match fra le due terze in classifica. Granata, rebus-formazione

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PONTEDERA. 23 ottobre. È la data dell’ultimo successo del Siena all’Artemio Franchi. Una statistica che i bianconeri vogliono aggiornare. Oggi, nel giorno dei festeggiamenti per i 115 anni di storia del club. Biglietti a prezzo ridotto, pubblico delle grandissime occasioni e undici giocatori determinati a vincere. Questo è ciò che si troverà di fronte il Pontedera.

Un appuntamento importante, e non solo per la tradizione della Robur. Siena e Pontedera viaggiano al terzo posto in classifica a quota 25 punti, con Caponi e compagni che mercoledì 11 dicembre alle 18.30 recupereranno al Mannucci la sfida rimandata per allerta meteo contro il Lecco.

I dubbi di Maraia sono tutti legati ai due giocatori di rientro dagli infortuni: Piana e Tommasini. L’attacco del Siena verrà guidato dall’esperto Guidone: per questo il tecnico granata potrebbe puntare sull’esperienza e schierare proprio Piana dal primo minuto, insieme a Cigagna e Ropolo nel pacchetto arretrato del suo 3-5-2. Rischio panchina, dunque, per Risaliti e Benassai.

Comunque, non sono da escludere sorprese. Neppure a centrocampo, dove le indiscrezioni indicano in Bernardini e Barba le “spalle” di Caponi in mediana, con Pavan e Mannini sulle corsie esterne. Calcagni – probabile partente nel mercato invernale – Serena e Bruzzo dovrebbero partire dalla panchina per dare una mano ai compagni a partita in corso. In avanti Semprini va verso la conferma da titolare nonostante il fiato sul collo di Tommasini. De Cenco, come al solito, sarà il terminale offensivo con delega a sponde e giocate di prima intenzione per gli inserimenti dei centrocampisti.

«Dobbiamo cercare di migliorare il nostro ruolino al Franchi», ha detto il mister del Siena, Alessandro Dal Canto. «Il Pontedera? È una società che lavora bene, che tutti gli anni azzecca i giovani, con elementi di esperienza che innalzano il valore tecnico del gruppo. In Serie C organizzazione, ferocia e fame fanno la differenza». —

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