Italia
L’atteso derby diventa un inno alla sportività: 1-1 e tutti al bar
Torna dopo tanti anni di assenza nei campionati Figc la sfida Terricciola-Selvatelle Bracci “tradisce” il suo paese, poi Ambrosio pareggia in un clima di grande sportività
TERRICCIOLA. Posti a sedere in tribuna praticamente esauriti. Donne, anziani, bambini. Tutti con la mano sulla fronte per pararsi dal sole. È fine ottobre, ma il caldo è di stampo estivo. Felpe e giacchetti legati in vita sugli spalti, maglie zuppe di sudore in campo. Immagini di una domenica storica. Immagini della domenica che ha sancito il ritorno di uno dei derby più sentiti dell’alta Valdera: Terricciola-Selvatelle.
Salvo qualche sporadico incrocio nelle categorie amatoriali, i due paesi non si scontravano su un rettangolo verde di calcio in una partita Figc da tanti anni. La voglia di misurarsi col pallone “vero” e l’ambizione di costruire un progetto importante, capace di durare nel tempo, hanno portato le due società a iscriversi al torneo di Terza categoria. Nella regione in cui il campanilismo è pane quotidiano, anche Selvatelle e Terricciola, distanti meno di una manciata di chilometri tra loro, coltivano dalla notte dei tempi la loro sana e genuina rivalità. E così mezza Selvatelle emigra sulle tribune dal campo sportivo del Terricciola, che risponde col suo nutrito e colorito gruppo di sostenitori.
Non sono i derby della violenza e dei cori: qui ci si saluta, ci si prende in giro per novanta minuti e poi si va al bar tutti insieme. Il risultato finale dice 1-1: vantaggio Selvatelle – primo in classifica – con Matteo Bracci (terricciolese doc, tra l’altro) e pari nel finale dei padroni di casa con Giuseppe Ambrosio su calcio di rigore. Gli spalti si svuotano. E nel silenzio del post-partita – in un invito fatto ad alta voce – esplode la sportività: «E ora che si fa? Tutti al bar?». «Ok, ci si vede lì». —
T.S.
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