Attenzione
«Questo momento è troppo bello per essere spezzato»
Mister Maraia analizza l’ottimo avvio di stagione del Pontedera e carica i suoi ragazzi in vista della difficile trasferta a Como
PONTEDERA. Dopo la vittoria sulla Pistoiese di lunedì sera, che ha portato il Pontedera al terzo posto, e dopo un martedì di assoluto relax concesso ai giocatori, mister Ivan Maraia ieri ha ritrovato la squadra. Domenica alle 15 c’è la sfida in casa del Como. E per allungare la striscia di sette risultati utili consecutivi bisogna lavorare sodo. «Ai ragazzi ho detto che questo momento è troppo bello per essere spezzato. Non dobbiamo guardare la classifica, non dobbiamo concentrarci sulle prestazioni personali, dobbiamo continuare a pensare da squadra. I punti che abbiamo – spiega Maraia – sono il frutto di tutto ciò che abbiamo fatto fino a ora. Lavorare ancora a testa bassa, questo è l’unico nostro compito».
Un po’ tattico, un po’ psicologo. Non è un mistero che Maraia curi particolarmente l’aspetto mentale del gruppo. Tenere i piedi per terra è l’imperativo assoluto. Per proseguire in quella crescita collettiva – in campo e non solo – che più di ogni altra cosa è piaciuta a Maraia fino a ora. «Vedo una squadra che si migliora e ha voglia di migliorarsi – prosegue l’allenatore del Pontedera – che sforna grandi prestazioni senza il bisogno che stia a parlare più di tanto». Carattere, organizzazione tattica, idee di gioco. Ma anche una grande condizione atletica. I granata corrono. E corrono tanto. «Sicuramente i ragazzi stanno bene, il merito è in gran parte del preparatore atletico Claudio Giuntoli, che lavora con grande professionalità e che ha instaurato un ottimo rapporto umano con i giocatori. Per noi rappresenta un valore aggiunto», dice Maraia.
Il Pontedera vola, la città comincia a riavvicinarsi alla squadra, e anche Maraia appare diverso rispetto alle scorse stagioni. Difficile da spiegare, ma sicuramente cresciuto. E spunta un aneddoto. «In estate ho ricevuto un importante consiglio da parte del direttore generale Paolo Giovannini, poche parole che devono rimanere un segreto tra me e lui, ma che credo siano state fondamentali per farmi migliorare. In generale – dice ancora Maraia – cerco sempre di ascoltare i miei collaboratori, di imparare da loro confrontandomi ogni giorno». Granata più forti di tutto, anche degli infortuni: le assenze di Caponi, Tommasini e Piana sono state “digerite” alla grande dalla squadra. «Ruotare molti giocatori significa metterne altrettanti in condizione di poter dare il massimo. Ho a disposizione una rosa importante e cerco di sfruttarla al meglio. Per il momento le risposte sono positive. L’ho detto ai ragazzi e lo credo davvero. Il nostro gruppo – conclude Maraia – ha grandi valori. Sta a noi farli venire fuori e consolidarli nel tempo». —
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
