Il Tirreno

Pontedera

la passione lungo le strade 

Il mega abbraccio della Valdera

P.Fa.

Il più atteso il recente vincitore della corsa francese, Bernal. Ma anche il campione in tricolore Davide Formolo. Manuele Mori verso il tramonto della carriera

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Come sempre, più di sempre. Di sicuro meno della edizione prossima. Tanta passione come sempre. Tanto entusiasmo come sempre. Tanta partecipazione come sempre. Tanta compostezza come sempre.

Il tifo per questo o quel campione è tanto, ma composto. È quasi un abbraccio. Ed è rispettoso per gli altri. Che, ugualmente, durano una gran fatica in sella.

Così alla partenza, ieri mattina sul Piazzone a Pontedera, della quarta edizione del Giro della Toscana è stata l’ennesima festa. Per gli organizzatori, per i corridori, per tutta la carovana che da lì a poco si sarebbe mossa per compiere i 204 chilometri di gara.

Un applauso e un sorriso per tutti. Il più atteso? Di sicuro il dorsale numero 5 del Team Ineos, il vincitore dell’ultimo Tour de France, Egan Bernal. «No, no, oggi me la prendo con calma – afferma –. Da un mese e mezzo non faccio corse, a parte dalla partecipazione “celebrativa” a San Sebastian. Salterò anche il Mondiale e sono qui, come alla Coppa Sabatini, per ritrovare il ritmo giusto». Dopo si è scoperto che le cose non stavano proprio così...

E poi un ricordo: «Conosco queste strade. Da Juniores ho corso e vinto una gara a Cascina». Esattamente al Centro dei Borghi a Navacchio

E per questo la migliore definizione delle due giorni di gare, forse, la dà Rossano Signorini, amministratore delegato della Ecofor Service, tra i main sponsor della manifestazione. «Il “Toscana” e la “Sabatini” si tingono di giallo», proprio in virtù della presenza di Bernal. Restando in Oltralpe, il campione di Francia Warren Barguil confessa che non sta bene. Lui e il resto della formazione Arkea hanno riposato poco negli ultimi giorni: «Quindi non prometto nulla di fantastico».

Il toscano di adozione Giovanni Visconti mette le mani avanti: «Io sto bene, ma non sono il solo. Purtroppo. Attenzione a chi arriva dalla Vuelta di Spagna: ha la gamba buona e potrebbe essere d’ostacolo per qualsiasi impresa».

Dello stesso avviso è il campione italiano Davide Formolo, molto scherzoso prima del via.

A Manuele Mori, di Molino d’Egola, facciamo la battuta: non puoi dire che le strade di questi giorni non le conosci... «Le conosco perfino troppo e per questo so che sono difficili. Vedremo cosa fare». E dopo una ventina di anni di bici sembra proprio che la sua strada viri verso il tramonto. Doveva essere oggi con la Coppa Sabatini, forse sarà con il Giro della Lombardia: la classica delle foglie morte. Appunto.

Nel manipolo della selezione Italia c’è molto entusiasmo e Gabriele Benedetti con Pierpaolo Ficara si dicono «contenti di vestire questa maglia, promettono di aiutarsi l’un l’altro e di non lasciare niente di intentato per fare qualcosa di buono, qui sulle strade impegnative della provincia di Pisa. —

P.Fa.

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