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Pontedera

l’intervista 

Calcio femminile, il Mondiale delle azzurre può aiutare la crescita a Pisa e provincia

Alessandro Marone
Calcio femminile, il Mondiale delle azzurre può aiutare la crescita a Pisa e provincia

Parla il delegato Figc Stefano Landucci: «Ci sono anche 80 bimbe giovanissime che giocano con i maschietti» 

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PISA. Il Mondiale lo hanno vinto gli Stati Uniti per la seconda volta di fila (quattro successi su otto edizioni), superando in finale l’Olanda.

Non hanno alzato la Coppa, vero, ma le ragazze azzurre “hanno vinto il Mondiale in Italia”, come ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricevuto le azzurre al Quirinale. Sara Gama e compagne hanno entusiasmato, appassionato e tenuto incollati alla tv milioni di italiani, contribuendo ad accendere ancora di più i riflettori sul calcio femminile.

Dopo venti anni l’Italia ha partecipato alla competizione mondiale, staccando il pass per la qualificazione grazie ad un girone chiuso in vetta davanti a Belgio, Portogallo, Romania e Moldavia con sette vittorie su otto incontri (ko ininfluente contro il Belgio nell’ultimo match).

«Mondiale fantastico delle azzurre, i quarti di finale sono un ottimo risultato. Ma la vittoria più grande è che l’Italia si è accorta di queste ragazze e del calcio femminile. Le azzurre sono state seguitissime in tv e hanno avuto ampia copertura mediatica. Come ha detto Mattarella, il Mondiale lo hanno vinto in Italia», afferma Stefano Landucci, delegato provinciale per il calcio femminile per la provincia di Pisa dal 2017.

«La corsa dell’Italia - ricorda - si è fermata ai quarti contro una squadra obiettivamente superiore. L’Olanda è uno Stato più piccolo, ma ha un volume decisamente più elevato per quanto riguarda i numeri delle tesserate. Le azzurre hanno entusiasmato e disputato ottime partite. Ho seguito molti match in tv e avevo intenzione di comprare i biglietti per gli ottavi di finale: alla fine l’Italia ha vinto il girone, quindi la partita contro la Cina non si è disputata a Nizza, ma a Montpellier, più distante. Molto meglio così comunque » (ride).

L’Italia a che punto è rispetto ad altre nazioni?

«Francia, Germania, Svezia, Norvegia, Olanda, Giappone e Cina sono più avanti rispetto a noi. Gli Stati Uniti sono un gradino sopra a tutti. Arrivare tra le prime otto è stato un risultato clamoroso, erano venti anni che l’Italia non partecipava ai Mondiali. Nei quarti contro l’Olanda abbiamo pagato un pizzico di inesperienza, fino a metà della ripresa ce la siamo giocati alla pari e nel primo tempo avevamo avuto anche un paio di ghiotte chance. Nel finale è venuta fuori la maggiore qualità ed esperienza delle orange. L’Italia è ancora indietro, ma è sulla strada giusta per crescere e migliorare».

Pensa che molte ragazzine dopo aver visto le azzurre in tv decidano di indossare gli scarpini e dedicarsi al calcio?

«Certo, il Mondiale è sicuramente uno stimolo importante e ha dato una grossa spinta. Ma questo boom va strutturato, la Federazione deve attivarsi per convogliare e incanalare la spinta data dal Mondiale incentivando e sostenendo le esperienze di calcio femminile. L’interesse è innegabile, ma servono competenze e investimenti, il consenso va custodito. Questo è l’anno zero per l’Italia, si deve cercare di dare continuità alle ragazze che vogliono giocare a calcio. Fino ai 14 anni le bimbe possono giocare con i maschietti, spesso le offerte del territorio sono poche e c’è il rischio di perdere risorse».

Qual è la situazione nel territorio pisano?

«Il primo anno ho trovato una situazione abbastanza buona, circa 50-60 ragazzine tesserate a Pisa e provincia. C’erano le realtà del Pisa calcio, del Pontedera e della Bellaria Cappuccini. Lo scorso anno ha visto la fine dell’esperienza del Pisa calcio, ma sono rimaste il Pontedera (sia prima squadra che settore giovanile) e la Bellaria Cappuccini. È cresciuto il settore giovanile, con il Pisa Sporting Club che, oltre all’Under 12 (bimbe che giocano con i maschietti), ha allestito anche l’Under 15. Nella stagione 2018/2019 si è registrato un aumento per quanto riguarda le ragazzine che giocano nei campionati maschili, circa 80 sparse nelle società della provincia».

Sguardo al futuro: programmi e obiettivi per la stagione 2019/2020?

«Mi giungono buone notizie: il prossimo anno il Pisa Sporting Club allestirà anche la formazione Under 17. Altre società hanno intenzione di allestire squadre femminili. Sarebbe un salto importante per Pisa e provincia, c’è movimento e non può che farmi piacere. Cercherò di organizzare momenti di aggregazione e incontri per promuovere il calcio femminile, in modo da divulgare e avvicinare ulteriormente le ragazze a questo sport. Vorrei organizzare un incontro in autunno con un testimonial d’eccezione, una delle ragazze che hanno partecipato ai Mondiali in Francia. Sto cercando di prendere contatti, vedremo. Riproporremo la seconda festa del calcio provinciale al termine della stagione. L’obiettivo è continuare a crescere». —

Alessandro Marone

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