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Pontedera

Carolina Morace, la signora del calcio italiano «È ora di dire sì al professionismo femminile»

Andrea Chiavacci
Carolina Morace, la signora del calcio italiano «È ora di dire sì al professionismo femminile»

La campionessa azzurra, ora allenatrice, si racconta e presenta il suo libro “La prima punta” sul palco di Eliopoli a Calambrone  

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il personaggio

Il Mondiale «è stato un bel segnale, ma dobbiamo fare ancora tanto per combattere i pregiudizi nei confronti delle donne che giocano a calcio».

Come sempre Carolina Morace non ha paura di dire ciò che pensa e parla a 360 gradi del mondo del calcio, e non solo, durante la serata dedicata alla presentazione del suo libro “La prima punta” all’interno della rassegna “Il Tirreno incontra” sul palco di Eliopoli al Calambrone. Il capo area de Il Tirreno Cristiano Marcacci ha intervistato la donna simbolo del nostro calcio, 153 partite e 105 reti in nazionale, che recentemente ha commentato i Mondiali femminili su Sky.

«Le azzurre hanno raggiunto un risultato splendido, molto al di sopra delle aspettative». Adesso il prossimo passo è il professionismo: «C’è bisogno di persone giovani per rivoluzionare il modo di fare calcio, come ad esempio Michele Uva che con la sua riforma ha fatto entrare le società professionistiche nel calcio femminile. Serve un salto ulteriore per garantire alle calciatrici di poter vivere con il proprio lavoro e di avere una pensione».

Venti anni fa Carolina Morace è stata anche la prima, e finora, unica, allenatrice a guidare una squadra maschile, la Viterbese. Un’esperienza breve, ma intensa: «A quei tempi Gaucci guidava anche il Perugia e di solito telefonava in panchina a un suo collaboratore per dire agli allenatori quali giocatori andavano sostituiti, o come schierare la squadra. Ci ha provato anche con me, ma, al contrario di altri colleghi che hanno la fama di essere duri e puri, non mi sono piegata a certi diktat».

Ne “La prima punta” si trovano anche ricordi dolci come quando il padre comunicò a Carolina che aveva ricevuto per telefono la prima convocazione in Nazionale. Per tanti anni Morace è stata anche avversaria del Pisa Fotoamatore quando giocava, tra le tante squadre, con Aglianese e Verona.

A Calambrone Morace ha elogiato due allenatori come Giampiero Gasperini e Rino Gattuso: «Ho avuto la fortuna di conoscere Rino al Milan e posso dire che è una grande persona. Rispetto alla squadra che aveva a disposizione ha fatto miracoli ed ha lasciato il Milan da vero signore». Con il Milan femminile la Morace è arrivata in semifinale di Coppa Italia e terza in campionato dando filo da torcere a Juventus e Fiorentina: «Adesso penso al futuro. Ho avuto due offerte per la panchina di due nazionali, una di queste in Europa». —

Andrea Chiavacci

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