Il Tirreno

Pontedera

Vittoria e quella voglia matta di pedalare più forte

Paolo Falconi
Vittoria Guazzini che ha vinto l’argento e l’oro agli europei in Belgio ora torna alla gare su strada
◗
Vittoria Guazzini che ha vinto l’argento e l’oro agli europei in Belgio ora torna alla gare su strada

Medaglia d’argento nell’inseguimento individuale Under 23 agli Europei di ciclismo. Per Guazzini, nativa di Peccioli, anche oro a squadre

3 MINUTI DI LETTURA





PECCIOLI. L’Italia della bici giovanile sugli scudi agli Europei Junior e Under 23 di ciclismo su pista, che si sono conclusi a Gand (Belgio). La prima a lasciare il segno in questa rassegna continentale non poteva che essere Letizia Paternoster, che nella giornata inaugurale ha conquistato l’oro nell’eliminazione Under 23, bissando il titolo dello scorso anno. L’altra medaglia della prima giornata è arrivata dalla pecciolese (almeno di nascita) Vittoria Guazzini, argento nell’inseguimento individuale nella categoria Under 23.. Dopo il titolo tra le Juniores dello scorso anno, arriva subito un risultato di rilievo al salto di categoria, salendo sul secondo gradino del podio con il tempo di 3’34”743, contro il 3’29”538 della tedesca Franziska Brausse. Ma la soddisfazione più grande, per Vittoria, è arrivata nella giornata conclusiva quando come componente del quartetto inseguimento a squadre ha incassato la preziosa e prestigiosa medaglia d’oro. «Per di più – tiene a precisare, quasi ad aumentare il valore dell’impresa che le ragazze hanno portato a termine – abbiamo stabilito anche il nuovo record italiano facendo fermare il tempo sui 4’15”915».

Nata il 26 dicembre del 2000 a Peccioli, Vittoria aveva già all’attivo cinque successi europei, tre mondiali e due nazionali. Ed è stata già la punta di diamante dell'Italia Juniores ai mondiali di Innsbruck dello scorso anno. Il 2018 di Vittoria Guazzini è stato pieno di successi, pieno di colori e di maglie da vestire. Ma una come lei, non è mai stanca di vincere. E se già veste la casacca tricolore della categoria Juniores, e la maglia di campionessa europea, Vittoria sa che c’è ancora spazio per l’arcobaleno: vale a dire l’iride mondiale. Obiettivo non certo impossibile visto che ha già vinto su pista per la categoria Juniores, l’oro continentale in ben tre discipline: l’Omnium, l’Americana e l’inseguimento individuale, e un oro europeo anche con “le più grandi”, le Under 23 nell’inseguimento a squadre. E in strada è la campionessa italiana in carica sia in linea che a crono. Campionessa europea a crono in carica e vicecampionessa europea su strada.

Sognatrice, caparbia e soprattutto ragazza umile. Quando le viene chiesto un pensiero in merito alla sua annata, risponde che sì, ha vinto molto ma che ogni giorno è una gara diversa e che “bisogna viverla giorno per giorno”. E ora? «Mi dedico alle corse su strada, non più nella categoria Juniores ma Elite». Quindi sulle orme di Fabiana Luperini. «Beh, lo spero, ma la strada è lunga. La testa nel ciclismo conta molto, anzi, è fondamentale. Ti aiuta e ti insegna a non mollare quando le gambe non ne possono più».

Ma com’è nata la passione per la bici? «Un amico di mio padre, ero piccolina, mi fece provare la bici da corsa. Da lì è nato tutto il resto, spinta da babbo David, che è un grande appassionato». Con la mamma Beatrice da sempre abitano a Poggio a Caiano, ma a Peccioli ha i nonni e i parenti. E Peccioli che è una località che di ciclismo se ne intende, ne va fiera di avere una ragazza in grado di salire sul podio. Vittoria dà soddisfazioni anche a scuola. Da poco ha terminato la maturità scientifica con un bel 100. «Sto pensando di iscrivermi alla facoltà di economia. Ma ci devo pensare», dice. Tra le sue passioni anche la chitarra: il rock lo porta nel sangue. —

Paolo Falconi


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web