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Ora è ufficiale: il Vbc Calci salta in serie A2 il Gruppo Peimar ha rilevato Pallavolo Massa

Ora è ufficiale: il Vbc Calci salta in serie A2 il Gruppo Peimar ha rilevato Pallavolo Massa

Ufficializzato il passaggio di consegne: gli apuani mantengono il settore giovanile e si scagliano contro il Comune

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cALCI. Ora è ufficiale, la Pallavolo Massa è stata ceduta. Nello studio del notaio Angelo Caccetta, a Pisa, Italo Vullo ha posto la firma sull’atto di recesso dei soci della Pallavolo Massa Ssd con subentro nel 100% del capitale sociale da parte di Peimar srl, società bresciana sponsor della Vbc Calci, con le contestuali dimissioni di tutto il consiglio di amministrazione. All’ombra del Monte Serra, dunque, arriva la serie A. Per Massa, invece, è la fine di un percorso iniziato nel 2001, che ha portato il club ai fasti del volley nazionale.

«Non ci interessa la serie A fine a se stessa. Ci interessa una serie A che possa poggiare su basi solide e fare da catalizzatore di un movimento ampio e coordinato dal Gruppo Peimar. A tal proposito, dopo una fase di ostilità iniziale, stiamo stringendo importanti accordi con altre realtà importanti a noi limitrofe», ha detto al Tirreno nei giorni scorsi Giovanni Parenti, presidente del Vbc Calci.

Da un patron all’altro. L’ormai ex prima carica della Pallavolo Massa, Italo Vullo, commenta con amarezza la sparizione del club apuano. «Finiscono così un sogno e una passione costosi e logoranti, nella continua e spasmodica ricerca di un campo omologabile dove poter giocare – dice – sempre in attesa del palazzetto a Massa. Il paradosso è che ora il palazzetto c’è. E c’era un titolo di A2 di élite conquistato dopo una stagione strepitosa culminata con la vittoria in finale playoff a Lagonegro. C’era la possibilità di portare il nome di Massa in giro per tutta Italia e nel mondo, in quello che è considerato il sesto più importante campionato a livello mondiale. C’era la possibilità, finalmente, di far stare i campioni della serie A insieme ai bimbi e alle promesse del giovanile, colmando il distacco che purtroppo c’è stato in tutti questi anni a causa del forzato continuo migrare della prima squadra. Per l’inaccettabile miopia politica della giunta Persiani (sindaco leghista di Massa, nda) condita dal tentativo in atto di far pulizia di tutto quanto non è considerato “amico”».

Vullo, poi, parla anche di Calci: «Avrà interesse a salvaguardare l’attività del settore giovanile su Massa, ma comunque la società sarà in mano a persone di fuori che avranno interessi diversi dai nostri e la serie A sarà targata Peimar Calci e giocherà nel Palazzetto di Calci. Insomma, grazie sindaco», aggiunge in maniera ironica. La volontà di tenere vivo il “movimento pallavolo”, a Massa, l’aveva espressa chiaramente anche parenti nella sua lunga intervista: «Lasceremo la sede sociale sul posto – ha detto Parenti – investendo risorse ed energie nello strutturare un settore giovanile organizzato e competitivo che soddisfi la richiesta di volley di una città dalla grande tradizione come è Massa. Negli ultimi anni abbiamo fatto la stessa operazione su Calci, quindi esporteremmo un modello e potrebbe essere solo un primo passo verso altri interventi e acquisizioni». Da una parte, dunque, c’è l’entusiasmo per l’ingresso nell’Olimpo della pallavolo. Dall’altra, l’amarezza per un epilogo tragico. Che lascia di stucco una città e l’uomo che negli ultimi anni ha creduto in una realtà sportiva, prima di vederla emigrare a chilometri di distanza.

«Il Comune di Massa ci ha fatto soltanto una proposta per mantenere la serie A2 in città, altamente provocatoria, quella di giocare al palazzetto le 11 gare casalinghe, ma allenandosi altrove. E dove? Nella palestra del liceo classico, sprovvista anche di bagni? Nella palestrina della Paolo Ferrari? Non omologabile neppure per l’Under 14? O alla Don Milani senza spazi consoni e con le pericolose bolle nel pavimento? Senza parlare dei casi di scabbia e legionella. Ma chi pensano di prendere in giro?». Vullo è una furia. Mentre Parenti, invece, sogna in grande: «La serie A non è un punto di arrivo – dice – ma di partenza». —

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di Redazione web