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Pontedera

CALCIO: SERIE C

Grosso tifa Pontedera, da portiere a bomber col granata nel cuore: «I playoff? Possiamo farcela»

Tommaso Silvi
Edoardo Grosso ai tempi del Pontedera, impegnato in una partita allo stadio Ettore Mannucci (Foto Franco Silvi)
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Edoardo Grosso ai tempi del Pontedera, impegnato in una partita allo stadio Ettore Mannucci (Foto Franco Silvi)

Il 32enne genovese ha difeso i pali in serie D per due stagioni, ora fa l'attaccante e segna gol a raffica in Liguria

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PONTEDERA. Da portiere a goleador, col Pontedera nel cuore. «Perché in granata ho vissuto dei momenti indimenticabili, come quando vincemmo il derby a Viareggio. I tifosi ballavano e cantavano a fine partita nel settore ospiti, erano indemoniati». A parlare è Edoardo Grosso, classe 1987. Professione: attaccante, fresco di promozione nel campionato di Eccellenza con l’Athletic Club Liberi, formazione genovese che mai aveva raggiunto sul campo un traguardo tanto prestigioso. Con la maglia granata Grosso ha giocato, in serie D, nella stagione 2006-2007 e 2008-2009. «Erano anni difficili a Pontedera. Ricordo che prima dell’inizio del campionato, nel 2006, quando Giuseppe Criniti era in procinto di rilevare la società – racconta ancora Grosso – avevo una proposta in bianco col Viareggio, io dovevo solo scrivere la cifra. Poi Criniti si allontanò e io feci una scelta di cuore. Volevo giocare nel Pontedera, quei colori, la tifoseria e la città mi stregarono da subito». Ma il popolo granata Grosso se lo ricorda coi guantoni alle mani. E in effetti li ha tenuti fino al termine della stagione 2016-2017, in cui ha giocato, in D, con la Sangiovannese e poi, da gennaio 2017, con lo Sporting Recco. «Sono stato eletto miglior portiere della Liguria. È stata un’emozione straordinaria, un bellissimo riconoscimento». Ai nastri di partenza della stagione 2017-2018, però, Edoardo deve fare i conti con una triste realtà. «Non ero più in quota - dice - e quindi molte formazioni non erano disposte a tesserarmi, dato che quasi tutti ormai schierano un portiere giovane. Ero praticamente senza squadra». L’ex numero 1 granata ha cominciato a lavorare assiduamente nello studio di avvocato del padre, allenandosi insieme a una squadra a due passi da casa. «Ho messo subito le cose in chiaro. Volevo allenarmi senza guanti, da attaccante», prosegue Grosso. Che dimostra subito di saperci fare con i piedi. Tanto che, nel febbraio del 2018, arriva l’esordio in Promozione, da attaccante. E dopo tre partite accade l’impensabile. «Ho segnato in rovesciata, non ci credevo nemmeno io».

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Ride Grosso, che nell’estate scorsa ha dato solidità al suo progetto calcistico. «Ho contattato amici ed ex compagni, ho studiato per fare l’attaccante. Mi sono allenato, mi sono documentato e ho cambiato definitivamente ruolo». Risultato? 11 gol in campionato e salto in Eccellenza con la sua squadra. Ma senza dimenticare Pontedera. «Seguo tutte le partite, l’andamento della squadra e la classifica. Con alcuni ragazzi della gradinata ci sentiamo ancora. Per me Pontedera, nonostante la situazione societaria fosse delicata, è stata una favola». E ora, a pochi giorni dalla partita decisiva di Lucca, sabato 4 maggio alle 16.30, in cui i granata dovranno ottenere almeno un punto per garantirsi l’accesso ai playoff, messo a rischio dalla sconfitta interna di sabato 27 aprile contro l’Alessandria, Grosso suona la carica: «Sarà una partita difficile, ci vorrà tanta concentrazione e i ragazzi non dovranno farsi prendere dalla frenesia». Il portierone dal cuore granata farà il tifo per la sua ex squadra. Ma la mente torna al passato. E a un altro dei momenti indimenticabili col Pontedera. Nel febbraio del 2007. «Giocavamo a Borgo San Lorenzo contro la Fortis Juventus, e a causa di un mio errore passammo in svantaggio. All’ultimo minuto, sugli sviluppi di un calcio di punizione a nostro favore salii in area di rigore anche io e segnai di testa. Fu una gioia immensa, di fronte ai tifosi che ci avevano seguito per sostenerci. È bello ripensare a quegli anni», conclude Edoardo con più di un pizzico di nostalgia. Grosso portiere-bomber. Innamorato del granata.

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