Gioco
“Sua Eccellenza” Pecciolese: prima la paura, poi la festa
I nerazzurri di Cerasa vincono il campionato e firmano una super impresa. Doppio svantaggio iniziale con l’Urbino Taccola, poi ci pensano Petracci e Gentili
PECCIOLI. Alla fine, a Peccioli, esultano tutti. Anche chi, del calcio, non è per niente appassionato. . Il rettangolo verde di gioco del Pagni è un mare di emozioni, in cui la Pecciolese rischia pure di naufragare. Un punto. Basta un punto con l’Urbino Taccola – formazione che viaggia nella parte medio bassa della classifica del girone C del campionato di Promozione – per aprire la porta del paradiso. E mettere il naso in quel luogo incantato – chiamato Eccellenza – in cui mai nessuno è riuscito ad entrare in 83 anni di storia della società di calcio del paese dell’Alta Valdera.
È tutto pronto per i festeggiamenti finali, già prima del fischio d’inizio della partita. Il pubblico è quello delle grandi occasioni: sono circa 300 gli spettatori in tribuna. E se non bastassero gli spalti strapieni per capire che non è una domenica come le altre, l’atteggiamento del presidente dei nerazzurri, Enrico Lenzi, toglie ogni dubbio. Passeggia nervosamente a bordo campo e scambia qualche parola veloce con chi gli capita attorno. C’è un’atmosfera elettrica ai piedi del campanile simbolo del borgo a un passo dal suo sogno calcistico più grande. Squadre in campo, si parte. E succede l’impensabile. L’Urbino Taccola dopo 13 minuti segna due gol. La festa rischia di diventare un funerale.
Poi la Pecciolese si scrolla di dosso la tensione e accorcia con Petracci. Ora si torna a respirare in tribuna, dove ha preso posto anche un’ampia fetta di pubblico femminile. Tifose? Non proprio. Piuttosto ammiratrici di Matteo Gentili, l’ex “bello” del Grande Fratello che oggi gioca con la maglia della Pecciolese. È proprio lui a segnare il 2-2 e far impazzire la platea rosa. Dopo lo spavento iniziale, il secondo tempo scivola via tranquillo in attesa del delirio. Sugli spalti c’è anche il sindaco, Renzo Macelloni: «Gli amatori, la pallavolo, la Pecciolese. Quest’anno Peccioli vince in ogni ambito sportivo», dice scherzando. Ma mica tanto. Perché il 2019 è davvero un anno “santo” per lo sport pecciolese. Una favola collettiva che viene celebrata tra il primo e il secondo tempo, in mezzo al campo, con la premiazione delle realtà sportive del paese.
A consegnare i riconoscimenti c’è il presidente Lenzi, che nel frattempo ha ritrovato il sorriso e le parole, dopo aver assistito quasi impietrito all’inizio di partita choc della sua squadra. «Sono fiero e orgoglioso di questi ragazzi - spiega a fine gara - perché hanno costruito qualcosa di incredibile. Siamo entrati nella storia». Ma Lenzi è qualcosa di più di un presidente: è il primo tifoso, una presenza fissa, quasi un amico dei giocatori. L’imprenditore che gestisce un’azienda di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili ha costruito una macchina da guerra capace di annullare un inizio di stagione da dimenticare e prendersi lo scettro del campionato con una cavalcata pazzesca nella seconda parte di torneo.
La maglietta celebrativa che indossano dirigenti e giocatori non poteva che essere dedicata all’estroso patron: “Sua Eccellenza Pecciolese”, è la scritta che circonda un fotomontaggio di Lenzi in versione cardinale. Ora la festa è completa, bagnata dallo champagne che accompagna i cori dei giocatori sotto la tribuna. Anche il direttore sportivo Alessandro Donati si lascia andare nell’esultanza, seguito da mister Cerasa. Peccioli alza le mani al cielo e urla di gioia. Una giornata più che bella. Una domenica “eccellente”.
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