Sicurezza
Granata, disastro al Mannucci! A Lucca ultima chance playoff
Il Pontedera fallisce il match point casalingo con l’Alessandria: segna Caponi, poi rimontano i “grigi” con De Luca e Coralli
PONTEDERA. Primo match point fallito, in casa, con due risultati su tre a favore e dopo essere passato in vantaggio. Peggio di così, per il Pontedera, non poteva andare. Tutto si deciderà all’ultima giornata di campionato.
Sul campo della Lucchese, che deve vincere per non retrocedere direttamente in serie D. Con una sconfitta a Lucca e una contemporanea vittoria dell’Alessandria con l’Albissola – che ha già raggiunto la salvezza e non ha più alcunché da chiedere al campionato – Caponi e compagni saranno subito in vacanza. Insomma, al Porta Elisa sarà tutto meno che una passeggiata. In primis perché il Pontedera ha fallito l’occasione giusta per chiudere il discorso playoff. Hanno vinto i “Grigi”. Più squadra, più pazienti, più esperti.
EPISODI
Pasticcio tra Biggeri e Risaliti su un calcio di rinvio dal fondo. Svarione difensivo clamoroso in fase di avvio della manovra. Marcatura inesistente su un avversario appostato sul secondo palo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il primo è il tuono, gli altri due la tempesta. E pensare che sul Mannucci splendeva il sole. Almeno fino al 24’ del primo tempo. Almeno fino a quando Andreino Caponi sparava alle spalle di Pop una fucilata dalla distanza e andava ad esultare sotto la gradinata. Poi l’Alessandria ha preso in mano a poco a poco il pallino del gioco, i granata hanno ceduto metri, sono arretrati. E sullo stadio hanno iniziato ad addensarsi le prime nuvole. Lo scricchiolio psicologico del Pontedera arriva sul finale del primo tempo, al 38’, quando Coralli colpisce la traversa dopo aver raccolto il pallone regalato da un goffo malinteso tra Biggeri e Risaliti sugli sviluppi di un rinvio da terra. Poi il buio. Nel secondo tempo i granata a tratti sono irriconoscibili.
Al 14’ la difesa sbriga malissimo l’uscita palla al piede, perde il possesso, sale male e lascia in gioco De Luca, che viene servito e deposita in rete a tu per tu con Biggeri. La reazione non arriva. E Coralli raccoglie un angolo dalla destra d’attacco dell’Alessandria e, solissimo sul secondo palo, firma il vantaggio della banda di Colombo. La beffa è servita. Anzi, c’è ancora spazio per la ciliegina sulla torta. Dopo l’espulsione record di Vettori al 26’ della ripresa (due ammonizioni nel giro di sessanta secondi), a due minuti dalla fine Mannini calcia centralmente il rigore del possibile pari, Pop respinge e Serena, a porta praticamente vuota, calcia fuori. Peggio di cosi non poteva davvero andare.
MARAIA NERO
Non ama esternare le sue emozioni, nel bene e nel male. Ma non ci vuole un genio per capire che, a fine partita, l’umore di mister Maraia è nerissimo. «Non riesco a capire come una squadra che dieci giorni fa ha giocato alla pari col Pisa, oggi abbia mostrato una prestazione neppure lontanamente paragonabile». Il mister è arrabbiato per aver gettato al vento un’occasione d’oro. E non lo nasconde: «Già il primo tempo non mi era piaciuto, avevo capito che c’era qualcosa che non andava. Nella ripresa le cose non sono andate meglio». Ma guai a gettare la croce addosso a Mannini: «Non è nel mio stile e credo che non sarebbe neppure giusto. Daniele ha calciato il suo rigore ed è andata male. Era una chance molto, molto importante, ma ormai è andata».
BLOCCO PSICOLOGICO
Poco prima di abbandonare la sala stampa, Maraia rivela un episodio avvenuto a fine primo tempo, che spiega meglio di ogni altra cosa il motivo che ha portato il Pontedera a disputare una delle sue peggiori partite stagionali. «Si percepiva che c’era tensione, i ragazzi erano nervosi. La squadra mi ha fatto capire, e poi me lo ha anche detto, che c’era tanta frenesia di entrare nei playoff. Probabilmente siamo stati bloccati da questo». Ora, però, c’è la partita di Lucca. E Maraia vuole una squadra che si rialza alla svelta. «Abbiamo tre punti di vantaggio sull’Alessandria e sabato siamo a giocarci un’altra partita. Cadere ci sta, capita a tutte le squadre. Ma io credo nella voglia di rialzarsi e voglio vederla nei miei giocatori a Lucca». —
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