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Pontedera

CALCIO: SERIE C

Alessandro Caponi: «Il Pontedera è una mina vagante, ai playoff può stupire»

Tommaso Silvi
Alessandro Caponi, bandiera del Pontedera e padre dell'attuale capitano Andrea
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Alessandro Caponi, bandiera del Pontedera e padre dell'attuale capitano Andrea

L’ex granata e padre del capitano Andrea :«Gruppo compatto, e con un attaccante da 15 gol...»

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PONTEDERA. «Nel primo tempo il Pontedera ha schiacciato il Pisa, non scherziamo. I granata hanno fatto una delle migliori partite della stagione. E ai playoff attenzione a questa squadra, può riservare sorprese...». Parola di Alessandro Caponi. L’uomo di Modena. Pontederese, padre dell’attuale capitano granata Andrea. Lui che in Emilia, il 7 giugno 1990, salvò il Pontedera in C2 nello spareggio retrocessione con il Novara, terminato 3-1. Schietto, genuino, spesso fuori dalle righe, Alessandro Caponi non ha mai smesso di tifare granata. E giovedì 18 aprile si è gustato ogni secondo del derby dell’Arena con il Pisa. «Ho visto un primo tempo come non vedevo da anni. Il Pontedera ha approcciato alla gara alla perfezione», dice ancore Capo-gol. Sei punti sull’Alessandria a due giornate dalla fine, con lo scontro diretto per i playoff da giocare sabato 27 alle 16.30 al Mannucci. «Per non andare ai playoff servirebbe una catastrofe. Il Pontedera visto a Pisa – continua Alessandro Caponi – può vincere con l’Alessandria e chiudere il discorso nella prossima partita». Uomo di calcio, di spogliatoio, Alessandro Caponi spiega la “ricetta” del super Pontedera visto a Pisa e in molte altre gare di campionato. «In tutti gli spogliatoi spesso c’è un problema enorme, ovvero che i più giovani non ascoltano i senatori. La squadra si spacca in due, si creano i gruppetti. A Pontedera accade l’esatto contrario. I giovani seguono i giocatori più esperti, imparano da loro. Questa non è una squadra, è una famiglia».

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Gruppo compatto, ma non solo. «Ci sono anche tanti giovani interessanti – puntualizza Caponi – Borri e Serena in particolare a me piacciono moltissimo, e poi c’è il mio Andrea, ma lui tanto giovane non è più...». L’imperativo, ora, è blindare i playoff. E poi chissà. «Intanto vediamo chi toccherà al Pontedera nel primo turno – prosegue Caponi - con Carrarese e Siena il Pontedera se la gioca alla grande, anche se sarà fuori casa e avrà solo la vittoria a disposizione. Discorso diverso per Pro Vercelli e Arezzo, ma nella partita secca può succedere di tutto». Imprevedibili, agonisticamente affamati, giovani e organizzati. Affrontare i granata nello scontro faccia a faccia non è una cosa facile. E Caponi ne è convinto. «Non lo dico io, ma il campo. A Pisa c’era chi credeva di vincere il derby in scioltezza, e invece non è stato così, anzi. Avrebbe merito il Pontedera per tutto ciò che ha mostrato e creato sul campo». L’ex “Pibe de Oro” granata prosegue: «Nella gara unica non esistono favorite. Sono novanta minuti di fuoco e non c’è niente che si possa prevedere. Quella di Maraia è una squadra piena di sorprese, può essere la mina vagante dei playoff». Caponi, dunque, crede nel Pontedera. E torna indietro con la mente al maggio del 2014, quando in casa del Lecce il Pontedera perse all’ottavo rigore il primo turno dei playoff, al termine di una gara in cui creò più di un’occasione per fare lo scherzetto storico ai giallorossi. «Quella è la partita da prendere come sempio per descrivere il Pontedera. Peccato soltanto che quest’anno non ci sia un bomber vero e proprio, nonostante Tommasini e Pinzauti siano due giocatori validi. Con una punta da 15-20 gol – dice Alessandro Caponi -  il Pontedera sarebbe potuto arrivare tra le prime quattro».

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di Redazione web