Il Tirreno

Pontedera

Pontedera brutto e danneggiato l’Arzachena sbrana i granata

Un sospetto fallo su Mannini porta al vantaggio i sardi, poi due leggerezze di Biggeri fanno calare il sipario sulla partita

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ARZACHENA. «Nei primi minuti ci è stato negato un rigore netto su Pinzauti, poi il primo gol dell’Arzachena è arrivato sugli sviluppi di un fallo netto ai danni di Mannini. Su questi due episodi i nostri avversari hanno costruito il successo. È vero, non abbiamo giocato bene, ma senza errori arbitrali l’andamento della gara sarebbe stato diverso. Nei primi 15-20 minuti abbiamo dominato». Il direttore generale del Pontedera, Paolo Giovannini, è una furia.

Il 3-0 rimediato in casa di un Arzachena assai modesto fa male. Soprattutto se analizzato alla luce del 3-0 rifilato dalla Juventus Under 23 alla Pro Vercelli. Combinazione di risultati sgradita e sgradevole, perché consente alla formazione B dei bianconeri di riportarsi a -4 dai granata (che tuttora occupano l'ultima posizione utile per accedere ai play-off), il cui successo nello scontro diretto di settimana scorsa è di fatto vanificato. Tutto di nuovo in discussione, ammesso che mai avesse smesso di farlo.

Colpa della trasferta a vuoto in Sardegna della formazione di Maraia, affossata da errori e ingenuità in serie, disseminate in una partita da dimenticare - e in fretta - come la prestazione. Negativa. Per atteggiamento, intensità, concentrazione, gioco. Manca tutto. Eppure l’approccio del Pontedera parrebbe incoraggiante, salvo poi rivelarsi illusione fugace e passeggera. Nei primi minuti, infatti, i granata aggrediscono alti, all’Arzachena non concedono né tempo, né spazio per ragionare col pallone tra i piedi. E collezionano anche punizioni in sequenza, una delle quali particolarmente allettante perché dal limite dell’area, seppur dal lato corto. Caponi la spreca.

È l’unico tentativo in un primo tempo che comincerà a colorarsi progressivamente di giallo, come le maglie dei sardi. Che capiscono come e dove colpire. Provarci, almeno. E allora cominciano a costruire occasioni, una dietro l’altra, nessuna però talmente eclatante da far presupporre che il risultato sia seriamente in bilico. Biggeri deve intervenire al 13’ per alzare sopra la traversa la conclusione da fuori di Sanna e al 23’ per bloccare quella priva di angolazione di Casini. I ritmi, abbastanza sostenuti in avvio, calano. L’impressione resta però la medesima: se c’è una squadra più determinata nella ricerca del vantaggio, è l’Arzachena.

E, dopo la punizione imprecisa di Sanna al 33’, lo trova un minuto dopo con un’azione che, per come nasce, fa adirare i granata. Perché Cecconi strappa palla a Mannini sulla trequarti in modo vigoroso ma ritenuto dall’arbitro regolare, per poi involarsi sulla sinistra, liberarsi sin troppo facilmente di Fontanesi e crossare in mezzo dove Ruzzittu è abile ad anticipare Risaliti e infilare Biggeri – incolpevole – da distanza ravvicinata. Il gol non genera la scossa in un Pontedera privo di nerbo e pure di idee, che si affida esclusivamente ai lanci e alle sventagliate di Caponi, mai in connessione però con i due attaccanti. Alternative? Zero. Masetti a sinistra non sfonda, Mannini dall’altra parte nemmeno, a parte un paio di sporadici guizzi.

La staffilata di Riccardo Benedetti all’alba del secondo tempo a lato di parecchio non scuote la formazione di Maraia, che al 6’ rischia invece di subire il raddoppio, se non fosse per il prodigio di Biggeri con la mano di richiamo sulla parabola aerea disegnata da Cecconi. Il tecnico prova a cambiare Tommasini con Calcagni, confidando che a cambiare sia pure l'inerzia del match. Niente. Anzi, a metà ripresa si consuma definitivamente la disfatta granata. Che, per renderla tale, ci mettono pure del loro. In occasione di una punizione, Serena (già ammonito) si muove dalla barriera troppo presto e colpisce col braccio. E allora l'arbitro gli sventola in faccia il secondo giallo. Si ribatte, al secondo tentativo Cecconi fa centro con Biggeri che si vede sfilare il pallone all'ultimo istante senza riuscire a trattenerlo. Peggio gli va al 72', quando il 3-0 lo incassa direttamente da calcio d'angolo. Merito, comunque, a Casini per la parabola tracciata. Non accade altro al “Pirina”. E, forse, considerato l'andazzo di giornata, è meglio così. —



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