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IL PERSONAGGIO 

Andrea Timpani, ingegnere robotico e... mister vincente

Carlo Palotti
Andrea Timpani, ingegnere robotico e... mister vincente

Il coach del San Giuliano,  classe 1991, è tornato  in panchina dopo un anno  sabbatico. Il segreto? «Pretendo  rispetto con il sorriso»

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SAN GIULIANO. Ora il San Giuliano ha l’obbligo di crederci. Grazie alla 15a vittoria stagionale (1-0 esterno al Fornaci), la squadra termale è salita a quota 49 nel girone C di Seconda categoria, a -3 dalla coppia di testa Molazzana-San Filippo. Un risultato fantastico, forse inaspettato, ma conseguente a tanta programmazione e alla voglia di fare bene della società. Tra gli artefici di questa stagione sopra le righe, va annoverato anche Andrea Timpani, il “ragazzino” diventato allenatore e ora alla guida di un gruppo pronto a stupire.

Serafico e quasi mai sopra le righe, dopo un anno sabbatico, Andrea Timpani ha risposto alla chiamata del San Giuliano, pronto a stendere ponti d’oro (metaforicamente parlando) per aggiudicarsi le prestazioni di uno degli allenatori più promettenti in categoria. «Mi hanno voluto con forza - racconta - ed ho accettato, anche se senza calcio, alla fine, non stavo neppure così male. Qua mi sono subito sentito a casa e i ragazzi hanno fatto immediatamente gruppo. È un ambiente perfetto per giocare a calcio, divertente e allo stesso tempo molto vicino al clima professionistico».

Classe 1991, ex calciatore delle giovanili del Pisa Sc di Donati e Grassini, due volte campione regionale Juniores, Timpani è arrivato alla quinta stagione da allenatore tra i dilettanti.

«Durante il corso della stagione siamo migliorati tantissimo - continua - soprattutto sotto il profilo dell’equilibrio e della maturità. Nell’1 a 0 con il Fornaci (rete decisiva di Mirko Sbranti), sono stati premiati proprio questi due aspetti».

Chiusa a livello giovanile la sua esperienza da calciatore, Andrea Timpani decide di puntare sulla carriera universitaria (è ingegnere robotico e sta sviluppando in team dei mezzi industriali a guida autonoma) per poi riavvicinarsi al mondo del calcio da allenatore. Bene l’esperienza alla Freccia Azzurra, positiva anche quella a Calci. Ma qual è il segreto del Timpani pensiero? «I ragazzi - prosegue - il merito è tutto loro. Per prima cosa cerco di dare serenità alla squadra, evitando di stare con il fiato sul collo dei giocatori. Pretendo rispetto con il sorriso, sia in allenamento che alle partite». —

Carlo Palotti

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