Il Tirreno

Pontedera

Il Pinza mantiene la promessa e segna la rete della vittoria

Tommaso Silvi

Il Pontedera batte la Pro Patria e si conferma in zona playoff, l’attaccante granata aveva promesso il gol al Tirreno

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PONTEDERA. Il solito Pontedera di Carrara. Un po’ più attento in difesa e con un briciolo in più di fortuna in attacco. «Se giochiamo così possiamo toglierci soddisfazioni», aveva detto mister Ivan Maraia dopo la sconfitta del Pontedera al Dei Marmi. Aveva ragione. I granata la soddisfazione se la sono tolta battendo la Pro Patria, una delle formazioni più in forma del campionato. Decide tutto un gol di Pinzauti. Lui che, in settimana, al Tirreno aveva detto di aver voglia di segnare «un gol importante, da tre punti». Detto, fatto.

INTENSITÀ E SORPRESE

Come se non bastassero gli infortuni di La Vigna, Ropolo e Magrini, e le assenze per squalifica di Alessio Benedetti e Borri, Maraia deve fare i conti anche con il forfait di Calcagni a ridosso della partita. Il giocatore viene inserito nella lista dei convocati per pura pretattica, ma non finisce neppure in panchina. In difesa esordio da applausi dal primo minuto per Risaliti, che esce a una manciata di minuti dal triplice fischio, con i crampi, al termine di una prestazione magistrale. Insieme a lui Vettori e Fontanesi. In mediana, invece, Maraia s’inventa Giuliani interno di sinistra, con Caponi e Serena a completare il terzetto centrale. Mannini, ancora una volta tra i migliori in campo e Masetti, in crescita costante, sono gli esterni. Il primo tempo non regala grandi emozioni. La Pro Patria prende le misure ai granata e cerca di capire come far male a Caponi e compagni, che rispondono con un paio di iniziative interessanti di Tommasini in velocità, che però non spaventano Mangano.

GIOVANI E BELLI

Hanno fame. Tanta fame. Di gol, di contrasti vinti, di successo. E quando non segnano, trasformano la loro rabbia in corsa e cattiveria agonistica. Sono giovani e belli. Pinzauti e Tommasini, quanso sono in giornata, rappresentano l’arma in più del Pontedera. Con la Pro Patria svolgono ogni virgola del compito assegnato loro da mister Maraia. Tommasini, specialmente nel primo tempo, è una scheggia impazzita che si infila tra le maglie della difesa ospite creando spazi e pericoli. Pinzauti è il lottatore dei tempi migliori. Si prende botte più o meno forti, fa la guerra con chiunque gli graviti attorno e trova anche il gol. Da attaccante vero, di testa, girando splendidamente sul secondo palo un cross delizioso di Serena dalla destra, imbeccato dall’eterno Mannini.

CUORE E CARATTERE

Il Pontedera ruggisce all’inizio del secondo tempo e trova il gol partita, ma la Pro Patria non sta a guardare e cerca subito il pari. Gli ospiti non creano grandi cose, ma danno continuamente la sensazione di essere pronti a colpire. Javorcic punta tutto sul fattore freschezze e al 19’ butta nella mischia Parker, Bertoni e Pedone, rilevando Mastroianni, Fietta e Ghioldi. Il Pontedera, però, ha un cuore gigante. E tiene il risultato, con le buone e con le cattive.

CITTÀ FREDDA

A fine partita sono tutti comprensibilmente felici nello spogliatoio del Pontedera. Tutti, tranne il capitano Andrea Caponi, che è contento della vittoria, ma mastica amaro per la scarsa presenza di pubblico sugli spalti. «Non ci meritiamo così pochi spettatori, perché stiamo facendo un gran campionato e ci facciamo un mazzo gigante tutta la settimana per fare risultati importanti. L’affetto degli irriducibili fa piacere, ci mancherebbe, ma la città nei confronti del Pontedera è fredda, troppo per ciò che stiamo dimostrando sul campo». Il capitano, poi, analizza la partita: «Successo importantissimo, che mi rende orgoglioso dei miei compagni. Abbiamo vinto contro tutte le difficoltà e contro la sfortuna. Siamo sempre stati dentro ai playoff e dobbiamo terminare la stagione con gli spareggi per la serie B, sarebbe un peccato perdere questa occasione». Gozzano e Juve U23 perdono, il vantaggio del Pontedera dalle dirette concorrenti al decimo posto - l’ultimo valido per i playoff - aumenta ancora. «Bene così - conclude Caponi - ora più che mai dipende solo da noi». —

Tommaso Silvi

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