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«Tuttocuoio, così non va» Il club bacchetta la squadra

Stefano Scarpetti
«Tuttocuoio, così non va» Il club bacchetta la squadra

I neroverdi domenica affronteranno sul terreno amico il San Donato Tavarnelle La presidente Coia: ho ribaltato lo spogliatoio ma la situazione non è cambiata

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PONTE A EGOLA. Un Tuttocuoio davvero irriconoscibile, sta buttando alle ortiche una stagione iniziata in maniera folgorante, caratterizzata da vittorie, bel gioco e una squadra frizzante, capace di esprimere una manovra offensiva da leccarsi i baffi. Tutto questo non esiste più, la secca sconfitta maturata a Cannara per 2-0 domenica scorsa certifica un momento davvero grigio della stagione dei neroverdi.

NUMERI DA ZONA PLAYOUT. Le statistiche sono la fotografia esatta dell'andamento di una squadra, la truppa di Nico Scardigli in questo girone di ritorno ha fatto solo 11 punti in 10 partite, 15^ posto se prendiamo in analisi le partite giocate dal 6 gennaio. 3 vittorie, 2 pareggi 3, e ben 5 sconfitte 9 soli gol al proprio attivo 13 al passivo. La presidentessa Paola Coia si mostra molto amareggiata, per certi versi avvilita alla luce della prestazione della sua squadra in terra umbra, anche per il calo di condizione di alcuni elementi cardine dell'undici pontaegolese: «Non so più cosa dire, ne ho provate tutte per scuotere la squadra, anche ribaltando lo spogliatoio ma purtroppo la situazione non è cambiata. Gran parte dei giocatori si sono anche impegnati, ma negli ultimi sedici metri - prosegue Coia- siamo a tratti imbarazzanti. Non mi sento più di dire niente di qui alla fine del campionato ai ragazzi, vediamo se da soli riescono a trovare un minimo di amor proprio e attaccamento alla maglia».

CALO VISTOSO. Sembrano due squadre completamente diverse, fra il girone d'andata scintillante a quello di ritorno davvero opaco, spicca su tutti l'involuzione di Bellante, nella prima parte del campionato elemento in grado di far saltare il banco con le sue serpentine nella metà campo avversaria, adesso impalpabile, il portiere Lombardi non è quello ammirato fino a dicembre unito ad una retroguardia che continua a fare errori nella lettura delle azioni avversarie, Masini prima e Scardigli poi hanno fatto ruotare tutti i giocatori del proprio reparto arretrato senza riuscire a trovare il bandolo della matassa. «Si fanno le scelte sbagliate in fase offensiva- osserva la presidentessa- è anche vero che ci mancava Di Paola che aveva avuto la febbre, al quale ho poco da dire a livello di impegno, mentre per altri senza fare nomi c'è qualche sorriso di troppo, che in questo momento è davvero fuori luogo».

DA DOVE RIPARTIRE. La squadra non aveva come obiettivo il salto di categoria o centrare i playoff ad inizio stagione, anzi c'era la volontà di ottenere il mantenimento della categoria senza le sofferenze vissute lo scorso anno, però c'è la sensazione che sia stato gettato nel cestino un giocattolo funzionante. L'andamento a rilento delle prime della classe fornisce ancora delle possibilità, la testa della classifica è a tre punti, con una vittoria tutto potrà tornare in bilico, c'è però da ritrovare quella forza mentale per cogliere i tre punti, in questo senso la partita di domenica contro il San Donato Tavarnelle rappresenta uno snodo fondamentale. —

Stefano Scarpetti

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