Gioco
Paola guarda tutti dall’alto «Voglio un Tuttocuoio ancora più affamato»
La vittoria in rimonta a Viareggio ha riportato i neroverdi in vetta ma la presidentessa Coia non si accontenta: «Serve più continuità»
serie d
Da un anno e mezzo alla guida del Tuttocuoio, la presidentessa Paola Coia ha portato i neroverdi da una salvezza all’ultima giornata lo scorso anno a primeggiare quest’anno nel girone E di serie D (+1 sulla Pianese e +2 su SeraPozzi e Ghivoborgo).
Il calcio è un mondo prevalentemente di uomini, ha mai sentito pregiudizi in questo senso?
«Io ho fatto politica per 20 anni quindi per me non è mai stato un problema. Da quando sono al Tuttocuoio ho incontrato direttori sportivi e presidenti senza nessun problema. Forse inizialmente erano loro ad avere qualche pregiudizio, ma io non ho mai percepito niente di particolare, questo fatto non mi ha mai condizionata. Anzi, a difesa della categoria dico che noi donne abbiamo una marcia in più, siamo più lungimiranti».
Dopo la prima fase di diffidenza si può dire che abbia fatto breccia nel cuore della gente di Ponte a Egola?
«Inizialmente era normale questo tipo di atteggiamento da parte della gente, molti si chiedevano come mai una donna da fuori decidesse di prendere la squadra del paese, in particolare quando sono usciti fuori i debiti. Non nascondo che con i tifosi, in particolare con le Brigate neroverdi ci sono state delle difficoltà, non sono amata ma sopportata anche perché i risultati sono dalla mia parte. Sono contenta che quest’anno si sono fatti vedere ed hanno dato il loro appoggio gli imprenditori del comprensorio, in più il Leporaia è più caldo rispetto allo scorso anno».
In un anno è cambiato tutto...
«Quando sono arrivata alla guida del club abbiamo fatto la squadra in poche settimane e la salvezza dello scorso anno è stata una vera e propria impresa, non finirò mai di ringraziare mister Davide Mezzanotti per il capolavoro compiuto con la squadra. Era un gruppo con poca qualità, ma che dava il massimo. Questa estate ho deciso di cambiare 20 giocatori e nel girone d’andata sono arrivati grandissimi risultati, mantenendo il primo posto dalla prima giornata».
Nonostante una buona classifica ha preso la decisione non semplice di esonerare il tecnico...
«Siamo l’unica squadra di vertice ad aver perso partite in serie in maniera fragorosa, penso al 3-0 di San Giovanni Valdarno, 4-2 ad Agliana e il 4-1 di Scandicci. Se accadeva a dicembre potevo pensare di cambiare tutti i giocatori, ma a gennaio non era più possibile quindi a pagare è stato Simone Masini. Mi è dispiaciuto molto, perché è una persona eccezionale e sono sicura che farà carriera, probabilmente ha pagato l’inesperienza. Le colpe non sono solo sue, sono i giocatori che vanno in campo e in alcune circostanze hanno fornito prestazioni inaccettabili. Ho deciso di dare la squadra a Nico Scardigli, perché era il suo secondo e poteva essere l’uomo giusto per dare una sterzata alla squadra».
Domenica è arrivata la vittoria in rimonta a Viareggio per 3-2 e il primato in classifica. È la svolta?
«I ragazzi hanno fatto soltanto il loro dovere, anzi abbiamo sofferto pure troppo. Siamo troppo discontinui, se si guarda il girone di ritorno c’è stata troppa alternanza di risultati. Per fare le imprese ci vuole continuità. A Viareggio ho visto carattere, ma ci deve essere sempre. A partire da mercoledì (domani in casa con la Sinalunghese, ore 14.30, ndr) vorrei vedere una squadra che ha fame e non è presuntuosa. Non ho certezze dalla mia squadra per il finale di campionato e spero che i ragazzi me le forniscano quanto prima». —
Stefano Scarpetti
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