La protesta
Granata in campo senza tifo, il club agli ultrà: ripensateci
Con l’Arezzo non ci sarà il ruggito della gradinata dopo lo scioglimento degli Ugp, la società interviene con una nota e spera nel ritorno di cori, striscioni e bandiere
PONTEDERA. Sabato 9 febbraio alle 20,45 c’è Pontedera-Arezzo, ma in casa granata a tenere banco è ancora il comunicato choc degli Ultras Granata Pontedera, che giovedì 7 febbraio hanno annunciato la fine del tifo organizzato dopo 40 anni di storia. Un fulmine a ciel sereno che ha scatenato un mare di reazioni. . A cominciare da quella del capitano, Andrea Caponi: «Conosco bene i ragazzi, posso immaginare quanto sia stato difficile per loro prendere questa decisione. Se lo hanno fatto, evidentemente, hanno le loro buone motivazioni. La squadra è dispiaciuta, perché il sostegno degli ultras ci ha sempre spinto oltre i nostri limiti».
Dalle parole del capitano, a quelle della società, che ieri è intervenuta con una nota: «Quando una squadra scende in campo, a fare la differenza non sono soltanto gli undici sul tappeto verde, la panchina e lo staff tecnico: siamo convinti che una componente fondamentale sia la tifoseria organizzata– scrive il club – che con gli striscioni di incoraggiamento e i cori a sostegno dei nostri ragazzi, spesso riesce a compiere il “miracolo” di trascinare i giocatori che lottano per portare a casa il miglior risultato possibile. I tifosi del Pontedera hanno dimostrato di saper scendere in campo al fianco dei granata, di sostenerli e di lottare insieme a loro per la vittoria».
Il comunicato della società, poi, diventa addirittura malinconico: «Solo per citarne alcune, ma la lista sarebbe davvero lunga, ci vengono in mente due partite di questo campionato, quella con la Pistoiese e quella con l’Albissola, in cui il tifo è stato talmente coinvolgente che ancora oggi, ripensandoci, sentiamo quella carica e quell’energia che in campo e sugli spalti era quasi tangibile. Allo Stadio “Gastaldi” di Chiavari ai Granata è sembrato di giocare in casa, sostenuti dai cori e dalle incitazioni dei tifosi dal primo fino all’ultimo minuto di gioco. I risultati non vengono per caso, lo diciamo sempre: se il Pontedera sta facendo un ottimo percorso da anni ormai, il merito va riconosciuto a tutte le sue componenti. Il tifo organizzato dai granata è una componente fondamentale ed imprescindibile dell’Us Città di Pontedera. Per questo vorremmo non aver mai letto quel comunicato e auspichiamo che sia soltanto un momento di passaggio che servirà per riorganizzare le forze, ottenere finalmente delle risposte dalla città e ripartire il prima possibile, perché una squadra, per vincere, ha bisogno di tutti i suoi giocatori».
L’attenzione, dunque, sabato 9 febbraio, sarà tutta sulla gradinata. In molti sperano in un “ripensamento” da parte del tifo organizzato, che però è sembrato inamovibile nella sua decisione. Per quanto riguarda la partita, il Pontedera cerca i tre punti per confermarsi in zona playoff per la serie B. Non ci sarà Caponi a centrocampo, squalificato, out anche gli infortunati Ropolo e Bruzzo. L’unico ballottaggio è in retroguardia, dove Vettori, Borri, Fontanesi e Alessio Benedetti si giocano tre maglie da titolari. L’Arezzo è reduce da due successi e un pari nelle ultime tre partite. Gli uomini di Dal Canto sono terzi in classifica.
LE PROBABILI FORMAZIONI:
PONTEDERA (3-5-2): Biggeri; Vettori, Borri, Fontanesi; Magrini, Serena, Calcagni, La Vigna, Mannini; Tommasini, Pinzauti. A disposizione: Sarri, Marinca, Benassai, R. Benedetti, A. Benedetti, Giuliani, Marseglia, Masetti, Prete, Raimo. All. Maraia
AREZZO (4-3-1-2): Pelagotti; Zappella, Pelagatti, Pinto, Sala; Foglia, Serrotti, Remedi; Rolando; Brunori, Cutolo. A disposizione: Basit, Belloni, Benucci, Bertozzi, Borghini, Burzigotti, Butic, Persano, Salifu, Sereni, Tassi, Zini. All. Dal Canto
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