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gradinata senza tifo 

Gli Ultras granata Pontedera ammainano... lo striscione

Gli Ultras granata Pontedera ammainano... lo striscione

I responsabili degli Ugp annunciano la drastica decisione dopo 20 anni di attività «Manca il ricambio generazionale e il coinvolgimento della città è in ribasso»

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PONTEDERA. Quarant’anni fa nascevano i Boys, il primo gruppo ultras organizzato della Gradinata allo stadio comunale di Pontedera. Nell’anno dell’importante anniversario, però, una notizia piomba sul tifo granata: gli Ugp non esporranno più il loro striscione durante le partite e smetteranno di coordinare i cori in occasione delle gare del Pontedera. «Non ce la sentiamo più di andare avanti», dicono i responsabili degli Ultras granata Pontedera.

Nel comunicato diramato per annunciare la drastica decisione, il termine “scioglimento” non viene mai usato. Una finezza, forse, per dire che il gruppo semplicemente non apparirà più ufficialmente, ma continuerà comunque a vivere al di là delle partite.

«A malincuore, in questo momento, siamo convinti che sia l’unica strada da percorrere», spiegano, aggiungendo che dalla partita di domani con l’Arezzo al Mannucci non appenderanno più lo striscione. «D’ora in avanti non presenzieremo più alle trasferte come gruppo organizzato, ma ci saremo sempre, in casa e fuori – proseguono gli ultras – perché l’amore per il Pontedera viene e verrà prima di tutto. Allo stesso tempo, però, non ce la sentiamo più di rappresentare una Gradinata che col passare degli anni sentiamo sempre meno nostra. Come abbiamo sempre fatto, anche stavolta ci prendiamo le nostre responsabilità. Sono ormai 20 anni, dall’ultimo ricambio generazionale in Gradinata, che ci mettiamo la faccia. Quest’anno, però, per la prima volta, non ce la sentiamo più di andare avanti».

I motivi sono i soliti di queste circostanze, gli impegni della vita al di là dello stadio. Ma in questa decisione c’è anche di più: «Il ricambio generazionale è completamente assente e il coinvolgimento della città è in continuo ribasso. In queste condizioni non possiamo che prendere questa tristissima decisione. Soprattutto dopo gli ultimi mesi, in cui abbiamo praticamente toccato il fondo, venendo meno a degli imprescindibili princìpi appartenenti al mondo a cui facciamo parte. Da anni predichiamo coerenza, di conseguenza non ci resta che prendere coscienza che siamo arrivati a un punto di non ritorno. Meglio chiudere, quindi, che trascinarci avanti in un modo che non ci rispecchia».

Nei responsabili degli Ugp, però, rimane «la piena convinzione di aver dato tutto per Pontedera e per il Pontedera. Da Bassano a Catanzaro, da Rovigo ad Arrone, dai “pollai” di Eccellenza ai campi più importanti e pieni di storia d’Italia. Senza mai abbassare la testa, fieri del nostro credo, orgogliosi di noi stessi e di ciò che abbiamo fatto». —

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