Gioco
Raimondi vice di Sinisa: il suo Bologna stende l’Inter al Meazza
PISA. In uno stadio che ha incoronato gli argentini di tutte le epoche, da Angelillo ad Herrera, da Zanetti a Milito, Cambiasso e Samuel, un “tanguero” di casa nostra ha vissuto una straordinaria serata di gloria. Gabriel Raimondi, pisano d’adozione ed ex capitano nerazzurro, all’esordio sulla panchina del Bologna nello staff di Sinisa Mihajlovic, ha espugnato il Meazza ai danni dell’abulica ma pur sempre blasonata Inter di Luciano Spalletti.
Prima del gol-vittoria del paraguaiano Santander, la Beneamata aveva subìto solo 4 reti nelle gare interne di campionato, primeggiando almeno sotto questo aspetto persino nei confronti della Juventus.
La nuova guida tecnica emiliana, subentrata nei giorni scorsi a Pippo Inzaghi dopo lo 0-4 col Frosinone, ha trasformato caratterialmente la compagine felsinea, determinata e pericolosa fin dai primi minuti al cospetto di un’Inter uscita malissimo dalla pausa invernale.
Raimondi, come hanno testimoniato le telecamere, era a fianco di Mihajlovic soprattutto negli ultimi decisivi minuti. Il sodalizio fra Mihajlovic e Raimondi è nato al Torino, dove l’ex diesse nerazzurro Gianluca Petrachi, ormai da un decennio uomo-mercato granata, nell’estate 2016 volle con sé l’ex difensore italoargentino, una delle scoperte del dirigente pugliese che fecero grande il Pisa di Braglia e poi di Ventura. La collaborazione fra il serbo e l’argentino si è cementata ed è andata avanti anche dopo l’esonero del primo allenatore. In estate Raimondi era stato scelto da Mihajlovic per seguirlo allo Sporting Lisbona, in un’avventura di fatto mai iniziata, interrotta nel giro di 9 giorni dal cambio di presidenza della società portoghese. —
Massimo Berutto
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google