Gioco
La “bimba” della San Bartolomeo è cresciuta ora Federica sogna la maglia della Nazionale
Domenica la pallavolista di Capannoli si è laureata campionessa vincendo la Coppa Italia di serie A2 con il Sassuolo
CAPANNOLI. Immaginate una bambina di seconda elementare che segue da bordo campo gli allenamenti della squadra femminile di pallavolo del paesino in cui abita. La palestra è davanti casa sua, e ormai la “giratina” a osservare le “bimbe” più grandi mentre si danno da fare sotto rete è un rito. Accanto c’è lei nonno Sirio, che le tiene la manina.
E che un giorno, sotto quella rete, decide che è il momento di mandarci la nipotina. Questa è la storia di una campionessa. Questa è la storia di Federica Squarcini. Che ieri, a nonno Sirio, ha dedicato la Coppa Italia di serie A2, conquistata con la maglia del Sassuolo. «Era in tribuna, mi ha visto giocare. Vederlo esultare è stata una gioia immensa, è merito suo se ho conosciuto la pallavolo», racconta la 19enne di Capannoli, entrata nel mondo del volley dalla porticina della San Bartolomeo, la squadra di quell’angolo di Valdera in cui è nata, ma non cresciuta.
Perché a 15 anni Federica era già fortissima, tanto da convincere la Liu-Jo Modena a chiamarla a giocare in Emilia. Ed è proprio qui che il suo primo sogno si realizza.
«La centrale della prima squadra, in serie A, si fece male in allenamento, quindi venni convocata per fare numero in panchina», racconta. Ma non è finita qui. «A causa di un brutto infortunio della centrale che stava giocando fui chiamata a entrare in campo». Si, è tutto vero. A 15 anni Federica Squarcini esordisce in serie A. E si toglie anche la soddisfazione di realizzare un ace in faccia al mito Federica Piccinini.
Da quel giorno sono passati quasi quattro anni, un mare di allenamenti e altrettante soddisfazioni. L’ultima, la più grande, è arrivata domenica pomeriggio a Verona. Venti punti di Federica nella finale al cardiopalma contro Mondovì, vinta 3-2 dal Sassuolo al termine di una rimonta incredibile. Ora gli occhi della pallavolo nazionale sono puntati su Sassuolo: la banda di “ragazzine terribili” di coach Barbolini ha stupito tutti ed è una perfetta macchina da guerra, fatta di freschezza, sorrisi, energia e classe. Giovani talenti pronti a consacrarsi nel panorama del granissimo volley.
E, chissà, magari anche in nazionale. Un desiderio che Federica Squarcini ha già espresso da tempo. «Mi piacerebbe moltissimo vestire la maglia azzurra, è un mio obiettivo. So che la strada è lunga – dice – ma continuerò a dare il massimo in ogni allenamento e in ogni partita per raggiungere anche questo traguardo».
Nonostante la Coppa alzata al cielo, la stagione del Sassuolo non conosce sosta. Federica tornerà nella sua Capannoli solo il mese prossimo. Nel frattempo sveglia alle 7.30, scuola, pranzo veloce, mezz’ora di riposo, allenamento e, finalmente, a nanna. «Quando siamo più libere dagli impegni sportivi usciamo tutte insieme. Siamo un grande gruppo dentro e fuori dal campo – continua Federica – ed è questo il segreto del nostro successo in Coppa e, in generale, delle nostre prestazioni. Siamo amiche prima che compagne di squadra».
Da fuoriclasse della San Bartolomeo a trascinatrice del Sassuolo. Dalle poche decine di spettatori infreddoliti nella palestra comunale di Capannoli ai 4mila del Forum di Verona. Ne ha fatto di strada Federica, che però non ha perso la fame di successi. Anzi. «Voglio divertirmi, vincere tanto e vivere di pallavolo, lo sport a cui ho dedicato tutta me stessa. Spero che lo spettacolo sia solo all’inizio». —
Tommaso Silvi
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