Sicurezza
Pontedera, l’impresa è servita I ragazzini eliminano il Siena
L’influenza mette ko mezza squadra: in campo sei esordienti dal primo minuto Il rigore del passaggio ai quarti di Coppa Italia lo segna Bardini, nato nel 2000
PONTEDERA. I granata battono il Siena ai calci di rigore e vola ai quarti di finale di Coppa Italia di Serie C. E fin qui potrebbe sembrare tutto normale. O almeno, il risultato si potrebbe collocare tra le tante soddisfazioni che sta regalando il Pontedera in questa stagione. Ma c’è di più. Molto di più. Per intenderci: il rigore della vittoria lo segna un ragazzino del 2000.
Il successo degli uomini di mister Ivan Maraia è un’impresa sportiva di quelle destinate a rimanere nella storia. Del club, ma anche della Coppa Italia. Perché al traguardo, il Pontedera, c’è arrivato al termine di una cavalcava durata più di 120 minuti.
E soprattutto perché sul terreno di gioco sono scesi addirittura 6 esordienti dal primo minuto: Marinca, Benassai, Marseglia, Riccio, Bardini e Prete.
Il terzo portiere tra i pali e cinque giovanissimi a battagliare contro una delle favorite al salto in serie B. Certo, il Siena effettua una rotazione, non giocano i titolarissimi. Ma è comunque Davide contro Golia. Quattro giocatori del 1999 e addirittura uno del 2000: la lista dei primi undici del Pontedera sembra quella di una formazione Berretti. Calcagni a fare da veterano: e si tratta di un classe 1994. Neppure il virus che ha falcidiato la rosa granata, mister Maraia compreso, costretto a casa con la febbre, sostituito in panchina dal vice Matteo Rossi, è riuscito a spezzare il momento magico del Pontedera.
Ti aspetti dei ragazzini timidi e impacciati, e ti ritrovi una squadra con corsa, idee e voglia di lottare. Con un cuore immenso. Messo a dura prova dalla rete del Siena, in vantaggio al 3’con Aramu: botta dalla distanza e Marinca rivedibile. Il portierone romeno si rifarà nel corso della partita con un paio di interventi determinanti. La rete dei bianconeri in avvio fa pensare a una gara a senso unico. Altra sensazione ribaltata, nei fatti, dai granata. Fontanesi guida Prete e Benassai. E la retroguardia regge le sfuriate della Robur. Calcagni e La Vigna in mediana dettano i tempi a Raimo e Marseglia sugli esterni.
Dietro le punte Bardini gioca semplice e sbaglia poco. In avanti c’è Riccardo Benedetti insieme a Riccio, che ha la dinamicità e l’intraprendenza di chi sa che un’occasione dal primo minuto, probabilmente, non gli ricapiterà più. Ed è proprio la fame di gol che lo spinge a catapultarsi sul pallone respinto da Melgrati, al 12’della ripresa: 1-1, il Pontedera è più vivo che mai. Il resto della partita è una battaglia, col Siena che si affidano alle ripartenze. Nel conto delle occasioni finisce anche la traversa di La Vigna a fine primo tempo: siluro da lontanissimo.
Si va ai supplementari. Ed è già una favola. In realtà, però, è solo l’inizio dell’impresa. Il Siena rimette la testa avanti all’ultimo minuto del primo tempo supplementare con il calcio di rigore di Gliozzi. Va bene così. Macché. Al primo giro di lancette della seconda mini-frazione di gioco Raimo sistema tutto inventandosi una rete da circo: staffilata da casa sua, Melgrati è sorpreso. La partita si trasforma nella sagra dell’impensabile. Poi i rigori. Segnano Giuliani e Fontanesi, Caponi la mette dentro nonostante il tocco di Melgrati. Poi calcia in rete anche Masetti, mentre Fabbro colpisce la traversa.
Il rigore decisivo è nei piedi di un classe 2000: Bardini non ha paura. Gol. E l’impossibile diventa realtà. —
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
