Gioco
Verso la sfida con l’Albissola Carlo Nesti: «Avrei preferito un Pisa meno arrabbiato»
Il giornalista è dirigente dei liguri che domenica affronteranno i nerazzurri all’Arena Garibaldi «Arriviamo alla partita con lo spirito della formica»
La matricola Albissola scenderà per la prima volta nella sua storia all’Arena Garibaldi con un testimonial mediatico d’eccezione come Carlo Nesti, suo dirigente.
Nesti, come arriva la squadra ligure a questa gara?
«Con lo spirito della formica, consapevoli dei limiti. Siamo contenti per le 3 vittorie negli ultimi 4 match, ma la strada per la salvezza è lunga. Per fare bene in campi del genere servono umiltà e prudenza».
Dopo la sconfitta di Carrara che Pisa si aspetta?
«Alla luce della forza dei pisani avremmo preferito affrontare una squadra meno arrabbiata».
Non poter giocare nel vostro stadio è il cruccio di questo avvio di stagione?
«Ringraziamo l’Entella per l’ospitalità, ma ogni volta è una trasferta. Dopo la tragedia del ponte Morandi servono 4 ore per arrivare a Chiavari».
Ci sono alternative?
«Probabilmente da gennaio giocheremo a Savona, più vicino a casa nostra, ma l’Albissola tra i suoi piani ha la ristrutturazione dello stadio di Luceto. Se ne parlerà a fine stagione».
Come è nata la sua collaborazione con la società?
«Grazie al team manager dell’Alassio, Fabio Ferrando, che è passato all’Albissola e mi ha chiesto se mi interessava fare il testimonial mediatico come ad Alassio. Con noi c’è anche l’allenatore Amedeo Di Latte, che ha portato l’Alassio dalla Terza categoria alla Promozione e ora è il vice di Claudio Bellucci».
Come viene vissuto il calcio ad Albissola?
«Con spontaneità e semplicità. L’Albissola è un club virtuoso. La soddisfazione più bella ce la siamo tolti eliminando la Juventus Under 23 in Coppa Italia. Una grande festa».
È favorevole alle squadre Under 23?
«È un ottimo esperimento. Per i giovani della Juve è un campionato allenante e il fatto che i bianconeri siano in difficoltà lo dimostra. Spero che anche altri grandi club seguano l’esempio della Juventus».
In C però resta il caos.
«I controlli economici devono essere fatti prima dell’inizio del campionato. Assurdo arrivare così a novembre».
Ci sono ricette da cui Ghirelli e Gravina dovrebbero partire per il rilancio?
«Regole certe e il rispetto di queste. Non si possono ripetere casi come quello della Virtus Entella».
Che ricordo ha della Pisa calcistica degli anni ’80?
«Impossibile dimenticare Romeo Anconetani. Al Processo del lunedì mi divertivo a montare i video di quando spargeva il sale in campo. Non solo simpatia, ma grandissima competenza. Lui e Rozzi mancano tantissimo al calcio italiano. Romeo ha avuto il grande merito di aver tenuto in alto il Pisa senza nessun grande finanziatore alle spalle quando in Italia giocavano i più forti al mondo. Per certi versi accosto Romeo al grande Boniperti». –
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